Eccomi

Utente: soresina
Nome: Nedda
Mi presento ai visitatori di questo blog: sono una nonna di 88 anni, già insegnante di scuola elementare. Mi sono decisa a correre l'avventura telematica cinque anni fa, e da quattro anni ho aperto questo blog.Ci scrivo quel che penso, quello che ho imparato durante la mia lunga vita. Poiché vivo sola, in una casa di campagna isolata, il blog mi dà la possibilità di dialogare con tante persone interessanti e gentili. Non mi stanco di invogliare altri anziani a seguire il mio esempio, ci sono riuscita io con l'età che ho, ci riusciranno anche loro che certamente sono più giovani di me. Tutti loro sono in grado di ricevere ma anche di donare, e scopriranno nel pc un buon amico. Abbraccio tutti con affetto, Nonna Nedda scrivetemi! nedda.gottardi(at)yahoo.it

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Contatore

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venerdì, 20 novembre 2009

Cari visitors,


vi ringrazio di aver letto numerosi i post (come risulta dal contatore) e  vi prego di lasciarmi qualche commento anche breve, vorrei festeggiaste con me il traguardo di 97mila a cui mancano poche decine di "contatti".


Abbraccio tutti,


nonna nedda

Postato da: soresina a 17:51 | link | commenti (2)

L'ASSURDO delle lezioni di casa.


Le lezioni di casa non rappresentano un lavoro proficuo, bensì una violenza! Lo dico con cognizione di causa, come maestra , come mamma e nonna.Il famigerato programma va svolto a scuola, a casa semmai sono riservati lavori liberi.


Genitori, non accettate che le ore libere dalla scuola siano una seconda scuola, ancora più faticosa della prima perché i bambini sono attratti da altri interessi ed è il momento opportuno per rilassarsi.


Se la divisione a due cifre, per esempio, non è stata compresa a scuola, è inutile e controproducente assegnare per casa decine di divisioni!  Tutto il parentado verrà messo sottosoprae mnolti accidenti partiranno all'indirizzo che so io.


La scuola è il luogo adatto per spiegare di nuovo, finchè tutti hanno capito bene. voi genitori, non siete maestri in seconda, già siete maestri in genitoralietà. è vostro cpmpito vivere in pace con i vostri figli il tempo libero .


Le lezioni assegnate per casa fanno il paio con gli zainetti stracarichi di zavorra. Voi , genitori, non avete il coraggio di dire BASTA! Non avrete da dire nulla se procederete al BOICOTTAGGIO di zainetti e "DIVISIONI..." Mettetevi daccordo e procedete UNITI: Prima vengono i vostri figli e poi la scuola, che quando diventa tiranna, non è più un bene per i vostri figli ma um doloroso peso., condanna "tortura" per loro e per voi.


Buona serata,


nonna nedda

Postato da: soresina a 12:47 | link | commenti

mercoledì, 18 novembre 2009

In TEMPI ormai LONTANI


per le grandi FESTE ed altre solennitaà religiose, laChiesa aveva a disposizione dei sacerdoti dedicati alla PREDICAZIONE . Anche le chiese più povere facevano il possibile per avere un "predicatore" almeno a Pasqua ed a Natale. Tale sacerdote avrebbe anche ascoltato i fedeli in confessionale, dando a loro la possibilità di dire i loro peccati senza la vergogna del Parroco che li avrebbe riconosciuti alla voce . Anche allora c'erano sacerdoti capaci di spiegare con chiarezza il Vangelo ed i misteri della nostra fede e sacerdoti , magari molto colti e pii ma che non sapevano spiegare in modo da essere capiti da tutti, adulti , giovani e ragazzini. Perciò i giorni in cui il "predicatore" forestiero parlava al popolo dal pulpito lo faceva nel modo giusto, lessico usato dagli umili, chiarezza. esempi, riflessioni, pause sapienti, anche un pizzico di LATINO che tutti capivano, ed un pizzico di comicità, e nessuno poteva restare insensibile alla voce del Vangelo che risuonava chiara e ammonitrice per tutti.


A Pasqua i predicatori tenevano tridui separati per donne, per uomini, per ragazzi , per ragazze .


All'epoca della mia giovinezza, le signore cominciarono ad uscire sempre eleganti ma senza calze, le popolane presero la palla al balzo ed anche loro smisero di portare calze, con grande scandalo delle beghine e dei...preti. Fuori della chiesa stazionavano persone investite dell'autorità di impedire alle donne "scalze" di entrare in chiesa. Pensate che bella mansione, guardare le gambe delle giovani, senza economia, le vecchie portavano gonne lunghe e calze nere di cotone.


Le giovani di Azione Cattolica portavano maniche lunghe fino al polso e calze e la situazione si capovolse, a dispetto di chi lottava per la "modestia" tanto che attiravano più l'attenzione le giovani che portavano le calze di quelle che se ne erano liberate, con grande sollievo.


Così andaroro le cose, se vi pare!


Buona serata,


nonna nedda

Postato da: soresina a 15:52 | link | commenti (1)

venerdì, 13 novembre 2009

VOCABOLARIETTO




SPIRITUS LOCI




Ho già scritto di "lo spiritu loci" non ne sono sicura, torno a scriverne perché forse i visitatori nuovi non l'hanno letto.




Fin dai tempi antichi ci sono molte testimonianze sulla specicità di un luogo. Poichè si tratta di luoghi molto belli, silenziosi, splendenti di luce  oppure bui, con alberi a formare cupola e acqua sorgiva, e dolci fruscii di  foglie e di piccole creature nascosta tra l'erba e tra le foglie, simili luoghi sono ancora godibili nonostante lo scempio che gli umani hanno fatto in tempi recenti.




In questi luoghi anche l'uomo moderno che li visita avverte un qualcosa di speciale: certamente la bellezza, che si ammira, la pace che si respira insieme al profumo di foglie e fiori, inducono nel visitatore uno stato d'animo speciale., si dice che quel luogo ha una suo SPIRITUS, appunto lo spirtus loci. In un lontanissimo passato questi luoghi speciali erano meta di pellegrinaggi di religiosismo pagano, ora pochi li sanno apprezzare ma chi ci va si sente BENE e non rimpiange la spesa o la fatica sostenute per raggiungerli.




Spesso luoghi chiassosi, dove impera la frenesia ed il fracasso , sono affollatissimi ed i luoghi belli e silenziosi  passano  inosservati.




Del passato  buttiamo pure  crinoline , ventagli, cappelli incredibili , piegabaffi, paglietta e giannetta ma ricordiamoci di non buttare il meglio salviamolo, facciamolo rivivere, per il  bene fisico e psichico nostro e delle persone care.




Buon proseguimento di giornata da




nonna nedda




 

Postato da: soresina a 11:35 | link | commenti (7)

giovedì, 12 novembre 2009

CAPIGLIATURE pericolose


Mi dà molto fastidio vedere alla tv uomini e donne impegnati in lavori di laboratorio o in altri casi similari, vederli a capo scoperto chini su preparati medicinali o su alimenti. La possibilità che un capello cada e contamini i preparati è reale, salta all'occhio e nessuno se ne dà pena.


 Auspico che una legge necessaria obblighi queste persone a coprirsi il capo.


In un piccolo supermercato della zona le addette al banco della gastronomia hanno i capelli raccolti in una cuffia bianca, la loro femminilità non ne esce  diminuita  ed i clienti si sentono più sicuri


Buona giornata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 07:05 | link | commenti (2)

domenica, 08 novembre 2009

DISCARICHE e MOZZARELLE e forse anche CACIO PECORINO.


Anni fa vidi in un documentario t.v. una scena insolita. Alcune mucche arrivavano alla discarica a cielo aperto a.......pascolare. Ma non era erba, erano sacchetti dell'immondizia: le mucche li prendevano in bocca, li scuotevano in modo da farne uscire il contenuto e se lo giudicavano commestibile, lo mangiavano.


A Firenze ho abitato per molti anni vicino a una discarica a cielo aperto, In linea d'aria saranno stati 300 metri  di distanza, ci andavo con la cinquecento e mi guardavo in giro per vedere se c'erano delle cose ancora utili: mi servivano per i miei "mercatini" in parrocchia. Una larga fascia di terreni espropriati dal comune  era stata adibita all'orticoltura da privati, abusivamente, ne erano venuti orti bellissimi, l'acqua si trovava con facilitò perché lArno era vicino ed il terreno sabbioso. Questi orti erano sotratti alla vista di chi passava da pareti fatte di legname raccogliticcio.,,in cui erano state praticate delle "porte". Un giorno stavo curiosando attorno, vidi aprirsi furtivamente una di quelle porte ed uscirne un cane da pastore prima e una manciata di pecore poi, non vidi pastore. Le pecore cominciarono a cercare di che sfamarsi pascolando sulla spazzatura.


Fin qui quello che ho visto coi miei occhi. Quello che segue l'ho letto nel libro  "Gomorra" di Roberto Saviano nel capitolo in cui scrive delle armi di cui dispongono i camorristi.


"....Prima del sequestro, sentìì parlare di questo fucile da un povero cristo, uno di quegli emaciati contadini italiani che ancora si aggirano, col loro gregge, per le campagne che circoscrivono i viadotti autostradali e i casermoni di periferia. Spesso questo pastore trovava le sue pecore divise in due, spaccate piuttosto che tagliate, questi  corpi di pecore magrissime del cui manto si vedono persino le costole, che masticano erba intrisa di diossina che fa marcire i denti ed ingrigire la lana. Il pastore credeva fosse un'avvisaglia, una provocazione dei duoi miserabili concorrenti di greggi malati. Non capiva.


 In realtà i i fabbricanti del tubo provavano su animali leggeri la potenza del colpo.Le pecore erano il bersaglio migliore per capire nell'immediato la forza dei proiettili e la qualità dell'arma. Lo si comprendeva da quanto l'impattole le " faceva capovollgere e spezzare in due nell'aria come bersagli di un videogame.......


Vi augura una buona serata


nonna nedda

Postato da: soresina a 15:02 | link | commenti (4)

L'angolo dei piccoli ed anche per i  già "grandi".




La MAMMA




La mamma è un albero grande.




che tutti  i suoi frutti ti dà:




per quanti gliene domandi,




sempre uno ne troverà.




Ti dà il fiore, il frutto,  le foglie,


per te tutto si spoglierà,

persino i rami si taglierà.




La mamma è questo mistero:




tutto comprende, tutto perdona,




tutto soffre, tutto dona.




 




Era sui libri di scola e non ricordo il nome dell'autore.




Buona giornata da




 nonna nedda

Postato da: soresina a 11:38 | link | commenti (2)

lunedì, 02 novembre 2009

Per chi pensa che la POESIA è sempre difficile da capire, a riprova che i grandi poeti traggono ispirazione e sentimenti da tutto ciò che li circonda e sanno esprimerlo con le parole di ogni giorno, riscrivo la poesia della CAPRA. La trovate anche in un post di tempo fa, io la riscrivo perché è bella e perché i visitors non debbano faticare per ritrovarla.




La CAPRA di Umberto Saba.




p.s. La prima strofa è una scenetta perfetta che si presta ad essre illustrata dagli scolari, le altre strofe sono  fatte di riflessioni del poeta e  probabilmente i ragazzini non possono capirle.





 Ho parlato a una capra.




Era sola sul prato, era legata,




sazia d'erba, era bagnata




dalla pioggia, belava.








Quell'uguale lamento




era fraterno al mio dolore,




ed io risposi, prima per celia




poi perché il dolore è eterno.




 




Ha una voce, non varia,




questa voce sentivo




gemere in una capra solitaria. 




 


 In una capra dal viso semita




sentivo  querelarsi 




ogni  altro male,




ogni altra vita.







Buona serata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 19:14 | link | commenti (3)

VOCABOLARIETTO....




COHOUSING  (pron co-hausin(g))




Un  termine della lingua inglese il cui significato delinea una nuova realtà abitativa che si fa strada anche in Italia.




Si tratta  gruppi di persone, soprattutto SINGLE che si accordano per vivere in un unico fabbricato, con servizi e spazi godibili da tutti, realizzando risparmio attraverso i gruppo d'acquisto generi alimentar e godendo dell'amicizia reciproca, di muttuo aiuto.


Niente più grattacieli e  condòmini che non si salutano, che rimangono sconosciuti l'uno all'altro per anni, coascuno chiuso nel suo guscio, geloso della propria autonomia e nel continua terrore di poter essere vittima di fiducia mal riposta,


Nell'edificio scelto per cohousing  entrano persone che si conoscono già che hanno discusso e deliberato su vari argomenti di interesse generale e dei singoli  còndomini, che hanno dichiatato la propria disponibiletà a prestare questi o quel servizio ai vicini in cambio di aiuto similare.


Mi auguro che la rnuova ealtà abitativa abbia vasto seguito. Tra parentesi, questi servizi non sono obbligatori, se uno li vuol dfare, ma senza obblighi di alcun genere.




Fidanzati, single, sposi anche con bambini, anziani, fateci un pensierino.




Buona serata da


nonna nedda
































































































































 

Postato da: soresina a 14:47 | link | commenti
cohousing

sabato, 31 ottobre 2009

Le MONACHINE




è il titolo della poesia di Giovanni Pascoli:




Riporto per voi visitors, la prima strofa della poesia perché ci presenta uno spaccato di cose antiche, del tempo che fu ma il cui incanto è ancora identico.




O, moachine, monachine belle




che il camin nero inghiotte,




salite forse a riveder le stelle?




Buona notte, faville, buonanotte!


 




Anch'io anuguro a tutti i visitor una felice notte.




nonna nedda

Postato da: soresina a 19:47 | link | commenti (2)