Eccomi

Utente: soresina
Nome: Nedda
Mi presento ai visitatori di questo blog: sono una nonna di 88 anni, già insegnante di scuola elementare. Mi sono decisa a correre l'avventura telematica cinque anni fa, e da quattro anni ho aperto questo blog.Ci scrivo quel che penso, quello che ho imparato durante la mia lunga vita. Poiché vivo sola, in una casa di campagna isolata, il blog mi dà la possibilità di dialogare con tante persone interessanti e gentili. Non mi stanco di invogliare altri anziani a seguire il mio esempio, ci sono riuscita io con l'età che ho, ci riusciranno anche loro che certamente sono più giovani di me. Tutti loro sono in grado di ricevere ma anche di donare, e scopriranno nel pc un buon amico. Abbraccio tutti con affetto, Nonna Nedda scrivetemi! nedda.gottardi(at)yahoo.it

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sabato, 04 luglio 2009

VOCABOLARIETTO


Stavolta la frase è antica, latina, e domani risuonerà nelle chiese di tutto il mondo.


NEMO PROPHETA in PATRIA= nessuno è profeta nella sua patria.


Il Vangelo dice che Gesù, durante una sua sosta  in paesi vicini a quello dov'era nato, non poté operare prodigi a causa della loro incredulità, poté soltanto imporre le mani e guarire i malati. Infatti la gente lo guardava diffidente e diceva:


Chi è costui? Lo conoscono come profeta ma non è forse il figlio del falegname e di Maria? E poi che cosa di buono può venire da Nazaret?


Ma i malati, non si posero nessuna domanda,, ebbero fede in Lui e furono sanati.


 


Buona giornata, ricordatevi di SORRIDERE!


nonna nedda

Postato da: soresina a 05:06 | link | commenti (3)

venerdì, 03 luglio 2009

STASSERA


ho seguito la trasmissione "Enigmi", perchè sapevo che avrebbero parlato di Ida Dalser, la donna che aveva dato un figlio a Mussolini , Benito Albino e che tentò inutilmente di convincere Mussolini a darle il posto che lei rivendicava per sé e per il figlio.


Questa tragica storia, che portò madre e figlio ad una vita infelice che si concluse per entrambi con lunghi anni di ricovero in manicomio. Niente di nuovo sotto il sole, se qualcuno si oppene al dittatore, la sua fine è segnata, in questi due casi morte civile.


Nell'estate del 1942, mi trovavo a Candriai, vicina la paese di Sopramonte, il paese natale di Ida Dalser che per me allora  era solo un nome, e ne sentii parlare per la prima volta  da persone di Sopramonte che sapevano soltanto che una  loro compaesana aveva avuto un figlio da Mussolini . Mi trovavo a Sopramonte come vigilatrice di colonia per i ragazzi figli dei coloni italiani in Libia, che si trovarono, allo scoppio della guerra, nell'impossibilità di ritornare alle loro famiglie in Libia.


Poco tempo fa trovai un breve articolo su di una rivista che riguardava Ida Dalser e suo figlio Benito Albino.


Cercai su internet e potei laggere la tragica storia di questa donna e di suo figlio.


La trasmissione di stassera, ricca di documentazione, di ospiti illustri  ed interessanti, mi ha trovato preparata e nello stesso tempo mi ha colpita  molto la testimonianza di una anziana di Sopramonte, compagna di scuola di Ida Dalser, la sua parlata mi ha ricondotto al tempo che ho detto sopra e mi sembrava che  non fossero passati così tanti anni, mi rivedevo giovane signorina, seduta sul prato assieme ad altre vigilatrici, ad ascoltare la storia piena di mistero e di dolore di Ida Dalser.


Uno dei suoi disperati messaggi all'uomo fatale,  e mai recapitati, si conclude coll'affermazione: tu sei un pover'uomo.


Poiché si è fatto tardi, lascio a tutti, piccoli e grandi, l'augurio affettuoso di una felice notte.


nonna nedda

Postato da: soresina a 21:19 | link | commenti (2)

VOCABOLARIETTO....


Stavolta il vocabolo viene dalla lingua e dalla cultura tedesca:


ZEIT GEIST (zait gaist) significa SPIRITO dei TEMPI, ed anche, credo , SEGNO dei TEMPI.


In effetti ogni tempo, ogni epoca è diversa da quelle che l'hanno preceduta e questo Spirito de Tempi permea di sé ogni cosa, uomini e natura ed è facilmente riconoscibile.


Buona serata,


nonna nedda

Postato da: soresina a 18:04 | link | commenti (1)

GOOD BYE, Michael,




hai vissuto come una meteora, sempre inseguendo i tuoi sogni che ti hanno bruciato le tue tue ali.




Ti ricorderò, come ricordo Marilyn, tu e lei accomunati dallo stesso destino , la ricerca di ciò che non si può avere ma che il cuore vuole come  motivo della vita.




Good bye, Michael!






Nonna nedda

Postato da: soresina a 17:56 | link | commenti (1)

SAGGEZZA e PREGIUDIZI di suocera in  un una canzone popolare trentina di tanto tempo fa,


che imparai dal mio sposo Antonio toscano doc




La mia mamma mi diceva:


far l'amor non è perccato,


basta farlo regolato.



La mia mamma mi diceva


non guardare le donne bionde


che sono tutte vagabonde.


Resterò da maritar!



La mia mamma mi diceva,


lascia star le donne more


che sono tutte traditore


Resterò da maritar!






Buona giornata.




nonna nedda

Postato da: soresina a 10:33 | link | commenti (1)

mercoledì, 01 luglio 2009

O, beh!


è inutile che ci rimugini sopra, perdo tempo ed io di tempo ne ho poco, già ne ho avuto molto e vorrei, lo dico a chiare note, diventare una predicatrice in persona reale o televisiva!


Non intendo favorire questa o quella religione, ma dimostrare che una vita indirizzata verso le buone opere, frutto del buon pensare, diventa spesso gioia o almeno, serenità e pace.


Ecco fatto, se continuo a interpellare persone che mi appoggerebbero ma che non ... hanno peso decisionale, oppure che hanno paura delle conseguenze di un passo falso, resto sempre a terra.


Mi sono buttata, spero di non rompermi la testa!


Amici visitors, che ne pensate?


nonna nedda

Postato da: soresina a 18:51 | link | commenti (3)

X FACTOR  e FACTOR X  o FATTORE X


ce ne corre di differenza!


X Factor è il nome di una seguitissima tramissione televisiva e Fattore X è quella parte di avvenimenti non previsti che può madare all'aria tutti i nostri progetti.


Un tempo si diceva "fare i conti senza l'oste" cioè trascurare il fatto che noi possiamo fare un conto di quanto dobbiamo all'oste però il conto che dovremo pagare è quello che l'oste ci presenterà.


Spesso nella nostra vita ci troviamo avviliti perché le cose non sono riuscite secondo le nostre previsioni.


Sarà cosa saggia fare progetti partendo dai dati che ci sono noti ma  lasciare sempre un ampio  margine al Fattore X, in tal modo la riuscita si avvicinerà di più alle nostre previsioni e soffrireme meno stress.


Buona serata,


nonna nedda

Postato da: soresina a 18:08 | link | commenti (3)

martedì, 30 giugno 2009

TEMPO di MARE, tempo di NOVELLE




Il Signor PEPAROLO compra i maccheroni.


E' da tanto tempo che non si mangiano i maccheroni- disse un giorno il signor Peparolo.


-Li mangerai oggi, mio caro,- disse la signora Peparola. Ma per prima cosa devi trovarmi!.


-Trovarti?- che sciocchezza è questa?-esi guardò in giro ma non potè vedere dov'era sua moglia e disse:


-Non essre sciocca, moglie mia, se ti sei nascosta sull'armadio, devi uscire subito; siamo troppo grandi per giocare a nascondino!-


-Io non sono troppo grande- rise la signora Peparola - sono per l'appunto della grandezza giusta di una peparola. Trovami, se ti riesce! -


-Io non vado in giro per la casa a cercare mia moglie - disse lui irosamente.


-Calmo! Calmo!, ti aiuiterò, ti dirò quando mi sei vicino dicendo "fuoco". Ora come ora sei proprio al "gelo"-


Infatti il signor Peparolo stava dando un'occhiata fuori dalla finestra pensando che forse era saltata fuori.


Mentre lui firava tutta la stanza, lei diceva, Gelo, caldo, tiepido finché lui fu completamente stordito.




Alla fine lei gridò:-




Ti farai scoppiare la cima della tua testa pelata se non guardi in su.- Lui obbedì ed ecco che lei era proprio seduta sulla testata del letto che dondolava le gambe e gli sorrideva.


Il marito fece la faccia lunga e disse: -Che brutto affare! è un bruttissimo affare - mentre si strofinava la faccia col mignolo.-


-Non credo che sia un brutto affare. disse la moglie.-


-Passerò dei momenti terribili! Tutta la città riderà quando saparanno che mia moglie è piccola come una peparola.-


-Che importanza ha? Questo non è nemmeno un briciolo di problema; ora mettimi giù sukl pavimento perché possa prepararmi per andare dal droghiere a comprare i  i tuoi maccheroni.-




 Il marito voleva andarci lui dal droghiere ma lei era decisa e disse:-


Se vai tu, ti dimenticheresti di sicuro dei maccheroni, magari mi porteresti aringhe e salamini.-


-Ma come potrai fare tutta la strada con codeste gambine sottili?-


-Mettimi nella tasca della giacca così non avrò bisogno di camminare.- così fece il signor Peparolo e si incamminò verso la drogheria.


Ben presto lei cominciò a chiacchierare e diceva:


-Santo cielo, qui ci sono chiodi , viti, fiammiferi,tabacco, c'è perfino un amo!-


-Levalo subito che potrebbe attaccarsi alla mia camicia!-


-Non parlare così forte, disse il marito e intanto toglieva l'amo dalla tasca- ora entriamo nel negozio.-


Era un negozio di stile antico dove loro compravano ogni cosa, dalle prugne alle tazze da caffè. Il negoziante era particolarmente orgoglioso delle tazze arrivate da poco perciò ne porse una al signor Peparolo.Sua moglie, presa dalla curiosità, fece capolino dalla tasca.


-Rimani dove sei- bisbigliò il marito.


-Diche colore sonio  le tazze?-


Il marito si mise a cantarellare un'arietta:


- Blu son le tazze, e d'oro il bordo,


ma costano troppo ,


non fanno per noi!-




A quesrto punto la signora Pep stette quieta per un po'


Quando suo marito fece per tirare fuori la scatola del tabacco, la signora Pep si aggrappò al coperchio e quando suo marito mise la scatola sul banco, lei scivolò sul banco e poi si nascose dietro un sacchetto di farina, e nessuno si accorse di nulla, e siccome era venuta a trovarsi vicino alle tazze da caffé , fece un passo indietro per vederle bene e così cascò a capofitto nel cassetto dei maccheroni  lasciato aperto dal droghiere. La signora Perp si nascose dentro i maccheroni e fece un po' di rumore che il droghiere sentì e credette fosse stato un topolino a provocarlo perciò chiuse di botto il cassetto e seguitò a servire il signor Peparolo come se nulla fosse accaduto.


Ed il signor Peparole , come aveva immaginato sua moglie non si ricordaca davvero di comprare i maccheroni, chiese caffè e zucchero, e la moglie gli suggeriva "maccheroni" ma lui non capiva. Alla fine si ricordò e ordinò: maccheroni!-


Il droghiere aprì il cassetto e svelto svelto  riempì sacchetto di maccheroni e non poteva certo immaginare che la signora Pep stava tra i maccheroni!


Quando fu fuori del negozio passò un conoscente col camioncino che si offrì di dargli un passaggio fino a casa.


Allora il signor Peparolo entrò in casa e mise la mano alla tasca per assicurarsi che la sua moglie fosse lì ma la tasca era vuota! Ritornò dal droghiere per vedere se fosse lì ma il droghiere credeva fosse ritornato perché aveva trovato un topolino tra i maccheroni e per scusarsi gli disse:


-Prendete le belle tazze da caffè, sono di regalo per vostra moglie.-


Lui tornò a casa confuso e cercò di nuovo la sua mogliettina nel sacchetto dei maccheroni, aveva tanta paura che fosse rimasta soffocata ma lei fece cu-cù e se la vide davanti nella sua grandezza naturale, proprio come voi e come me, bambini e disse.


- O, mia cara moglie, che paura ho avuto di non trovarti più, da ora in poi, per quanti anni avrò da vivere. mai e po mai mi vergognerò di avere una moglio qualche volta piccola come una peparola!


La signora Pep intanto aveva scodellato i maccheroni e così si misero a tavola e ne mangiarono parecchi e la signora Pep non finiva di guardarsi le belle tazze blu avute in regalo dal droghiere.


 




Questa "puntata" l'ho semplificata un po' per renderla più agile .


Buona notte a piccoli e grandi da




nonna nedda

Postato da: soresina a 21:32 | link | commenti (3)

VOCABOLARIETTO....
segnatevi questo vocabolo perché è importante, soprattutto per chi cerca nuovi modi di lavorare.
CO-WORKER (ko-uorker) la prima parte significa con, assieme e la seconda significa lavoratore, cioé una persona che svolge il suo lavoro assieme ad altre ma non legata ad essi da nessun impegno, libera di entrare ed uscire dallo spazio già condiviso, quando vuole.
Da co-worker viena l'abbreviazione kowo che definisce il luogo doce i co-lavoratori si ritrovano ed i cowo stanno nascendo ovunque certamente si diffonderanno nel mondo oome funghi, come è successo per il telefonino.
Immaginate un architetto, uno stilista, un designer che arrivi in una città qualsiasi del mondo,un ricercatore, vuole mettere a frutto ogni minuto della sua giornata ma non ha denaro per pagare profumatamente uno spazio in cui lavorare col pc, se trova un cowo già aperto, ci pianta subito le tende, trova quanto gli bisogna per lavorare ,apparecchiature telematiche, anche dove ristorarsi dove riposare: conosce subito altri clienti del cowo, fa amicizia, inizia a collaborare con loro, pregetta.realizza, quando ha finito, si trasferisce magari in un altro stato dove trova un altro cowo a sua disposizione.
Termino riportando dalla rivista che l'utilizzo di questi cowo costa veramente poco.
Buon proseguimento di giornata,
nonna nedda

Postato da: soresina a 11:24 | link | commenti (2)

lunedì, 29 giugno 2009

Cari amici visitors, avrei piacere di sentire da qualcuno di voi, che ne ha esperienza, quanto sa sull'allevamento di lombrichi.




Io penso spesso ai giovani che non trovano lavoro e quindi qualche idea mi viene, certe sono idee peregrine ed altre sono un po' più fattibili.




Qui in campagna ci sono molti terreni incolti che si potrebbero avere senza spesa, non c'è più nemmeno l'ombra delle  pecore che una volta ripulivano i terreni incolti e...li fertilizzavano , inoltyre le piante da frutto continuano a dare frutti, anche se abbandonate da anni, ed altre fonti di approvvigionamento non mancheranno (per esempio gli scarti della lavorazione dei salumi o gli avanzi dei ristoranti, l'invenduto dei fruttivendoli ecc.).




Certo io ignoro completamente molti aspetti pratici dell'iniziativa ma credo che in partenza sia BUONA e chiedo aiuto a voi per sostenermi, a mia volta offrirei sostegno morale ai giovani impegnati nell'avventura!




Perché qualche giovane non ci fa un pensierino?




Pochissima spesa iniziale, lavoro facile, senza macchine, e i lombrichi lavorano senza badare a .......ore, e trasformano terra arida in humus prezioso per concimare piante e fiori. Per alimentare i lombrichi i giovani possono ricorrere ai rifiuti biologici di un grosso paese o di più paesi, la gente sarebbe lieta, credo, di collaborare a tale iniziativa biologica che poi avrebbe una benefica ricaduta   sul territorio sotto forma di ore di lavoro trasformate in guadagno dalla vendita dell'humus.


Aspetto le vostre risposte.




nonna nedda

Postato da: soresina a 18:08 | link | commenti (2)