Eccomi

Utente: soresina
Nome: Nedda
Mi presento ai visitatori di questo blog: sono una nonna di 88 anni, già insegnante di scuola elementare. Mi sono decisa a correre l'avventura telematica cinque anni fa, e da quattro anni ho aperto questo blog.Ci scrivo quel che penso, quello che ho imparato durante la mia lunga vita. Poiché vivo sola, in una casa di campagna isolata, il blog mi dà la possibilità di dialogare con tante persone interessanti e gentili. Non mi stanco di invogliare altri anziani a seguire il mio esempio, ci sono riuscita io con l'età che ho, ci riusciranno anche loro che certamente sono più giovani di me. Tutti loro sono in grado di ricevere ma anche di donare, e scopriranno nel pc un buon amico. Abbraccio tutti con affetto, Nonna Nedda scrivetemi! nedda.gottardi(at)yahoo.it

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sabato, 31 ottobre 2009

VERGOGNA, BOICOTTIAMO




le calzetterie il cui fabbricante ha accettato di mandare un onda la pubblicità fatta da una donna molto giovane che sussurra, con accompagnamento di ansiti da fatiche amorose, il nostro INNO NAZIONALE, Vergogna, due volte vergogna!




nonna nedda

Postato da: soresina a 19:38 | link | commenti (1)

venerdì, 30 ottobre 2009

VOCABOLARIETTO


L'hula hoop


è il gioco con un cerchio da far ruotare intorno alla vita , era molto in voga negli anni settanta ed ora ritorna a piacere ed il merito è della moglie di Barak Obama, E' un gioco non faticoso, sembra pensato apposta per mandar giù qualche chiletto, si può fare comodamente in casa ed è silenzioso!


Ed ora l'augurio di una felice notte da


nonna nedda

Postato da: soresina a 19:55 | link | commenti (2)

OMISSIS


Nell'esporre, riportandole, delle frasi, quando chi scrive giudica una parte poco interessante, la tralascia ed al suo posto scrive OMISSIS. Così, chi legge capisce  che  sono state saltate, OMESSE delle parole e se desidera aver tutto il testo integro, andrà  a cercarselo alla fonte.


nonna nedda

Postato da: soresina a 14:04 | link | commenti

VOCABOLARIETTO..... 


 I vocaboli italiani che contengono la parola LOQUI


hanno a che fare con il parlare perché LOQUI  in latino significa proprio parlare,


eloquio, parlantina sciolta,


eloquente, colui che parla con disinvoltura e che convince l'ascoltatore,


colloquio, dialogo tra più persone,


sproloquio, un discoso senza capo né coda.


Una prova in più di quanto sia vero che la nostra lingua ha per madre la lingua latina.


Buona serata,nonna nedda

Postato da: soresina a 13:49 | link | commenti

giovedì, 29 ottobre 2009

a SCUOLA  - e a CASA: gli AVVERBI


Perchè gli scolari imparino in poco tempo cosa sono gli avverbi e cosa e la loro  funzione nel discorso........scherzateci su, cioè dite e scrivete una lavagna piena di AVVERBI, mescolando avverbi che si usano e avverbi che si usavano nellì'800 che suoneranno difficili e comici. Poi chiedete agli scolari che cosa l'insegnante ha scritto alla lavagna , se riescono a scoprirlo,  oppure se tutte quelle parole non dicono nulla.


Naturalmente prima degli avverbi avrete insegnato a riconoscere i sostantivi con relativi articoli ed i verbi, a questo punto abbinerete voci verbali all'avverbio che è  il SERVITORE del verbo, come lo gli ARTICOLI sono servitorelli del sostantivo.


Quando andavo a scuola, si scherzava sugli antichi avverbi, cercando di trovare i più astrusi!


Conciossiaché, eziandìo, conciossiacosache, immantinenti,laonde,  puranche, quandanche, ecc.


Buona serata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 17:36 | link | commenti (4)

mercoledì, 28 ottobre 2009

lA PIRAMIDE


Secondo uno studioso della società, le organizzazioni varie, religiose, civili, militari sono simili ad una PIRAMIDE. si parte da una base vasta e si sale a scalare vino alla vetta, in vetta generalemnte viane posto un UOMO di PAGLIA, se le cose vanno male, cade chi sta in vetta e viene presto sostituito, mentre il resto della piramide rimane integro.


Di mio aggiungo che se un movimento d'opinione è di vasta portata, coinvolge e trascina tantissime persone, colpo dopo colpo, come l'ariete, può arrivare a togliere dalla vetta chi non è assolutamente degno di starci.


Buona serata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 18:00 | link | commenti (2)

Ancora il SAPONE storia vera. e storia della PENTOLA  della Provvidenza.


Mio figlio rernato lavorò In Congo, allora Zaire, per due anni e mezzo.


La gente del villaggio era amolto povera e poi era tagliata fuori dal contatto con persone d'altri villaggi a causa della lontamnanza e delle strade in pessime condizioni. Ai dipendenti della piantagione di caffè veniva dato  un salario irrisorio e una piccola quantità di alimenti e...di sapone (dal momento che non potevano andare al mercato a comprarlo). Il titolare della piantagione e renato erano stati compagni di studi a firenze.


Un giorno un giovane, che non lavorava per la piantagione, fermò renato per la strada e gli chiese...un pezzo di sapone. Renato gli rispose che il sapone era contato , giusto la quantità prevista, e che non poteva darglielo. Allora quel giovane disse, devo andare all'ospedale e voglio arrivare pulito come si deve, ti prego, patron, ti prego e ...si inginocchiò davanti a lui. Renato si vergognò nel vedere tanta ulmiliazione, e lo fece rialzare in fretta dicendo che avrebbe avuto il sapone.


Un giorno si presentò all'ufficio un abitante del villaggio e chiese a renato in prestito una PENTOLA!


Ti prego, avrò degli invitati e non ho una pentola adatta per cuocere il cibo. Renato di pentole ne aveva anche troppe, gliela diede e gli disse che poteva tenera. Il congolese ringraziò cento volte ed in seguito renato evitava di incontrarlo perché ogni volta erano ringraziamenti a non finire e lui si sentiva imbarazzato.


Quella PENTOLA in quella famiglia avrebbe significato cibo per tutti.. E come? Nel villaggio, per quanto fossero poveri facevano spesso delle festicciole, tra amici e parenti e quella bella pentolona sarebbe passata, in prestito, di casa in casa e sarebbe tornata al prestatore con una discreta quantità di cibo già cotto, come ricompensa del prestito. Ed il .......padrone della pentola  poteva finalmente levarsi la fame.


Se qualcuno sta preparando indumenti da mandare ai poveri del mondo gli chiedo di aggiungere ...sapone e pentolame vario.


Buona serata da


nonna nedda

Postato da: soresina a 17:29 | link | commenti (2)

martedì, 27 ottobre 2009

Il SAPONE e lo ZUCCHERO




Quando ero maestrina in Val Pusteria, ricevevo generosa ospitalità da una collega, Maria, che aveva quarant'anni più di me. Ebbi  modo di passare i finesettimana a casa sua ed anche periodi molto più lunghi in quanto la mia sede era stata soppressa per motivi contingenti alla situazione creatasi in seguito alla guerra.




Maria era nata nelll'ultimo quarto dell'ottocento ed aveva molti ricordi, di quanto aveva vissuto lei e di quanto avevano vissuto altre persone. Eravamo nel 1942, la guerra era già al secondo anno e noi civili sentivamo la mancanza di molti generi di consumo. C'era il razionamento , a partire dal  pane il che significa che tutti dovevamo fare degli scambi per procurarci il necessario perchè la tessera ci avrebbe lasciati con la fame.




Maria raccontava i suoi ricordi della "prima" guerra del secolo XX°, Maria, con l'esperienza di allora, quando ci fu una "seconda " guerra fece una modesta provvista di ciò che di cui aveva sentito la mancanza ,




acquistò una cassetta di....sapone da bucato e , alcuni chili di zucchero. Non che fosse golosa, ma perché lo zucchero le dava energia nei momenti di debolezza.




Maria era signorina, una persona molto pulita nella persona e nella casa, magari aveva i buchi nei guanti, di questo non si dava pena., se non avesse avuto il sapone Maria si sarebbe sentita mancare la terra sotto i piedi.




Maria è la protagonista di un mio post "il bacio rubato". Aveva una provvista di borse e di borsette delle quali si muniva nei suoi viaggi dalla sede scolastica a Trento dove aveva dei parenti,




Un racconto di Maria.:




In una paesino del Trentino una giovane maestra era in casa, vicina al focolare dove bolliva l'acqua in un calderotto, era seduta e stava leggendo un libro proibito (stavolta non dal santo ufficzio) dalle autorità au stroungariche perché conteneva delle idee favorevoli all'Italia.




Le sanzioni per chi teneva tali libri erano dure, in caso poi di maestri voleva dire la perdita anche del posto di lavoro.




All'improvviso fu aperta la porta ed apparve il gendarme della locale stazione , la giovane si alzò, tenendo il libro dietro la schiena e mentre scambiava frasi di circostana, gettò il llibro dentro il paiolo!




La ricerca di stampe proibite non dette esito perchè il gendarme nel paiolo non guardò.




Una nota riguardo al fatto che le maestre a quell'epoca erano tutte signorine. secondo le leggi austroungariche quando una maestra si sposava, ruolo o non ruolo, doveva lasciare la scuola, ci sarebbe potuta tornare se fosse rimasta vedova, Per una maestra, sempre di famiglia molto modesta se non povera, rinunciare alla scuola voleva dire ritornare alla povertà e trascinare con sé i familiari. Dal 1918, cominciarono ad affluire insegnanti sposate perché la legge italiana lo consentiva,




Quando divenni maestra nelle scuola maschili di città insegnavano igli uomini, in tutte le scuole femminili di città e nei paesi piccoli e piccolissimi  insegnavano donne credo che la percentuale fosse del 90-95 %.




Aggiungo che una maestra a quell'epoca viveva nel paese in cui insegnava ed era a contatto soltanto con contadini, nessuna occasione di sposare persone istruite perciò quasi sempre rimaneva single, l'insegnamento procurava magri stipendi ma il minimo era assicurato.




Per stassera termino qui. Vi saluta con affetto




nonna nedda




 

Postato da: soresina a 16:35 | link | commenti (3)

FINZIONI per niente convincenti.


Tempo fa uno spot pubbliocitario mostrava una giovane donna che allattava un neonato: esperienza insegna che un neonato succia anche un capezzolo asciutto, però il suo sguardo, i suoi movimenti  denunciano che si è reso conto che non esce nulla di lì ma  gli dispiace staccarsi., come succiasse un succhiotto di gomma. La finzione è talmente evidente che non fa nemmeno sorridere.


Recentemente ho visto uno spezzone di film in cui apparivano una (finta) madre ed il neonato: stavolta la finzione era ancora più evidente, perchè, accanto ad un bambino che succhiava a secco, si vedeva il seno con relativo capezzolo che non erano come sono quelli delle donne che allattano realmente, ingrossati , turgidi, di colore rosso, circondati da una alone scuro.. la natura fa le cose senza risparmio perché il neonato trovi sena fatica la fonte della vita.


Inoltre, quando un neonato poppa, se c'è latte poppa con forza, si riempie la bocca, il suo sguardo è profondamente assorbito inrtento al succhiare e tutto il viso denota soddisfazione anzi beatitudine e non delusione.


Dunque, cineasti , quando volete rappresentare una donna che allatta, ricorrente ad una donna che allatta veramente il suo piccolo, come fareste ricorrendo ad uno stunt-man per lrisparmiare agli attoti azioni pericolose.


Analogamente , per mostrare la passione di anore, voi registi mostrate dei baci che sono cozzi, non baci, il bacio per essere tale vuole leggerezza e non violenza.


E questo pensa nonna nedda che di baci e di allattamento è "esperta".


Ciao, registi, questo post è il mio piccolo regalo per condurvi ad essere più cauti nelle finzioni!


nonna nedda


 

Postato da: soresina a 09:33 | link | commenti

lunedì, 26 ottobre 2009

POVERO marrazzo! 


Ma perché non sei uscito da una porta secondaria, magari camuffato con una felpa e con  una bicicletta al posto dell'auto blu? Pensi che non ci sia qualcuno che vi guarda, voi politici, e di rado con occhio benevolo, come minino vi mandano a quel paese, talvolta, come è toccato a te, vi tampinano per vedere come vi comportate e tentano  poi di ricattarvi.  Almeno una panda te la puoi comprare, con lo stipendio che ti ritrovi.


E senza l'auto blu di servizio , sei meno esposto e vai dove vuoi , la macchina sarebbe tua e nessuno potrebbe immaginare che dentro c' è un politico di lungo corso, tutt'al più penserebbero a un operaio ,quello, ricatto o non ricatto, non potrebbe certo sganciare banconote di grosso taglio., tu invece di soldi ne hai troppi e diventi una preda appetibile.


Vedrai e sentirai le battute sei  comici col dente avvelenato, come ti conceranno!


Voi  politici avete una sacco di privilegi, oltre che stipendi vergognosi!.ma purtroppo nessuno


vi farà la multa per l'uso inappropriato dell'auto blu  eppure benzina e manurtenzione  le paghiamo noi!.......il solito Pantalone!


Il diavolo insegna a fare le pentole ma non il coperchio. Certo, se consideriamo quello che c'è nella pentola, la presenza o meno del coperchio non fa molta differenza.


E allora che si fa? Canta, che ti passa!


Buona serata da


nonna nedda


 

Postato da: soresina a 18:23 | link | commenti (1)