Eccomi

Blogger: soresina
Nome: nedda
Voglio presentarmi ai visitatori, in modo che possano farsi un'idea della persona che li invita ad entrare. Sono un'insegnante di scuola elementare in pensione da molti anni. Ho passato gli ottanta ed ancora provo interesse per tutto ciò che avviene intorno a me. Questa faccenda dei siti mi intriga parecchio perché li trovo un modo nuovo di incontrare, sia pure virtualmente, persone nuove, per scambiarsi idee, esperienze, paure e speranze. Sono nonna e trisnonna e seguo il consiglio dato da un dirigente agli anziani invitati a partecipare ad un corso per imparare ad usare il computer. "......non abbia a succedere che un vostro nipotino vi dica "stai lontano dal mio computer, potresti combinare guai!". Vi riporto questo discorso per scherzare su una realtà molto seria. Quando, in tempi molto lontani, un film, bello o brutto che fosse, riempiva le sale, ci fu un imponente movimento d'opinioni che , vedendone soltanto il lato negativo, tendeva a distogliere gli aspiranti spettatori, e in modo speciali noi giovani, da un divertimento pericolosissimo per la morale. Un decennio dopo circa, i film, quelli adatti, e magari purgati, venivano proiettati nelle sale parrocchiali procurando ai ragazzini un enorme divertimento ed ai genitori un paio d'ore di pace domestica. Ora lo sviluppo della tecnica e della scienza ci offre nuove possibilità. Non è meraviglioso che anche noi vecchietti possiamo approfittarne per un vicendevole aiuto? Mi scuso di usare spesso la parola "vecchietto" al posto di anziano; spero che nessuno mi consideri poco rispettosa. Nella parola "vecchio" ci sento tanta verità mentre nella parola "anziano" ci sento l'ipocrisia. Chi legge sceglierà di chiamarmi come più gli piace. Bella gente ,(come dice il Gabibbo) , vi prego, entrate nel mio sito, sarete i benvenuti. Molto cordialmente vi saluto.

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venerdì, 30 dicembre 2005

GEOMETRIA

La geometria, più dell' aritmetica, si presta a dimostrazioni pratiche che facilitano l'apprendimento.

Ho già scritto di come DIMOSTARE praticamente il Teorema di Pitagora, coll'aiuto di carta quadrettata. Similmente si  può procedere con i poligoni e, più tardi, con i solidi.

Ad esempio, si può DIMOSTRARE, cioé rendere convinti gli scolari che la SUPERFICIE LATERALE  dI UN CILINDRO è equivalente ad un rettangolo che...

Prendiamo un mezzo foglio di carta quadrettata, tutti vedono che è un rettangolo, segnamo e coloriamo i bordi per renderli ben visibili Calcoliamo l'area di questo rettangolo, poi facciamo combaciare le due BASI MINORI o le due BASI MAGGIORI tra di loro, fissandoli con qualche  graffA.: avremo ottenuto il cilindro. Chiediamo ai ragazzini: chi è così bravo da indovinare la superficie laterale di questo cilindro?

 Però questo è un cilindro di carta, ma  un cilindro di materiale solido, sarà possibile aprirlo e spianarlo, così da avere un rettangolo? Allora noi IMMAGINIAMO di essere così forti da poterlo fare, cambia forse la superficie, è di più o di meno o UGUALE a quella del nostro rettangolo di partenza?

Sarebbe bene  avere un cilindro di cartone, si può APRIRLO verticalmente con le forbici e tutti vedrebbero, oh meraviglia! che è diventato un rettangolo.

Come faremo con un cilindro che non possiamo "aprire"?  Possiamo servirci di una lattina ancora chiusa. ( Sarà stata nostra cura di aver preparato, (all'insaputa degli scolari) il  RETTANGOLO di carta quadrettata di partenza,  con la base equivalente al perimetro di una base della lattina e di uguale altezza).

Facciamo osservare che la base è un cerchio e che la sua circonferenza è  uguale alla base del rettangolo che noi abbiamo avvolta a formare un cilindro, anche il cilindro di cartone che noi abbiamo aperto ce lo dimostra. Se il cilindro solido (la lattina) non si può aprire, come era possibile fare col cilindro di cartone, sarà necessario trovare un 'altra strada, partire dal CONTORNO (PERIMETRO) ma per trovarlo   abbiamo bisogno del diametro o del raggio e possiamo trovarli, segnando il centro del cerchio e facendoci passare il diametro (che divideremo poi per 2 per avere il raggio oppure lasceremo intero, moltilplicandolo poi per 6,28 anziché per 3,14), infine moltiplichiamo per l'altezza che è la stessa sia del rettangolo di partenza che della lattina.

Altra possibilità, che forse qualche scolaro troverà da sé è quella di AVVOLGERE un ALTRO cilindro  solido con un foglio di carta quadrettata e togliendo quella che è di troppo,  e di contare poi i quadretti del foglio usato.

Durante la lezione, è bene lasciare molto spazio agli interventi degli scolari, alle domande ed alle "SCOPERTE", e procedere con leggerezza e con FIDUCIA.

Talvolta gli scolari hanni INTUIZIONI quali noi non avremmo avuto, lodiamole e teniamone conto.

Confrontiamo alla fine le due AREE, sempre contando i quadretti, quella del rettangolo di partenza e quella laterale del cilindro. Devono dare entrambe lo stesso numero di QUADRETTI, con una minima differenza in quanto il 3,14 è un numero fisso , convenzionale, non finito.

 Consiglio,  ogni volta che è possibile, procedere alle spiegazioni con chiari disegni alla lavagna e con carta quadrettata,matita, forbici e colla nelle mani degli scolari.

Con questa dimostrazione pratica non succederà più che lo scolaro confonda la   SUPERFICIE  LATERALE  del CILINDRO con la SUPERFICIE TOTALE   dello stesso.

 Auguro buona giornata e buon lavoro coi quadretti!

nedda

Postato da: soresina a 07:45 | link | commenti (3)

giovedì, 29 dicembre 2005

CANTI  POPOLARI trentini che parlano di NEVE

Dedicato a coloro che hanno  ASSAPORATO e GUSTATO la NEVE.

 

Dopo tre giorni di strada ferrata,

ed altrettanti di duro cammino,

siamo arrivati sul Monte Canino,

e a ciel sereno ci tocca riposar..

Siamo ........

 

Se avete fame guardate lontano,

se avete sete la tazza alla mano,

se avete sete,  la tazza alla mano,

che vi disseta la neve ci sarà.

 

L'E' TRE DI'

 

---------------------Vivace

L'E' TRE DI' che 'l piove e 'l fiocca,

e 'l mio ben no l'è  arrivà.

O che 'l ga ciapà la cioca,

o che 'l s'è desmentegà.

 

 (Allegro)

E speta che te speta,

se no 'l vegn el vegnirà,

e neve e neve e cioca

cioca presto paserà,

e speta che.......

 

(Lento, sognante)

L'è' tornà la primavera

e sui monti torna i fior.

Il mio ben da l'altra sera,

l'è tornato a far l'amor.

 

E speta, che te speta......

 

Buona serata, nedda

Postato da: soresina a 17:38 | link | commenti

MENTRE siamo a tavola, vedo cadere la neve, leggera e asciutta, neve che "ammonta".

E ricordo qualche poesiola imparata a scuola, negli anni VENTI! Poesie sorpassate dai tempi ma che serbano un loro misterioso incanto.

LA NEVE

 

C'è una bimba che spazza davanti alla sua porta.

La bimba è piccolina e la granata è corta.

La neve è tanta tanta, che copre la città.

A spazzarla via tutta, chi mai ci arriverà?

Ci arriveranno tutti se ognuno spazza un po',

la bimba è piccolina ma fa quello che può.

------------

La NEVE

Fiocca la neve, la neve fiocca:

lenta una zana dondola pian piano.

Veglia (?) il bambino,

il picciol dito in bocca.

Il mento sulla mano la vecchia canta.

" Intorno al mio bambino c'è rose e gligli,

è tutto un bel giardino."

Canta la vecchia,

il mento sulla mano

la vecchia canta.

Nel bel giardino

il bimbo si addormenta.

La neve fiocca, lenta, lenta, lenta.

 

Buona giornata, nedda

Postato da: soresina a 12:38 | link | commenti (1)

mercoledì, 28 dicembre 2005

CUI PRODEST? A chi giova? Dov'è l'inghippo?

 

QUANDO ci imbattiamo, troppe volte, in qualcosa fatta male, sia una strada, un libro osannato e che non val nulla,  centinaia di migliaia di scarpe inadatte a camminare messe ai piedi di soldati ed altro, ci viene subito da pensare che qualcuno, o molti ne hanno tratto enormi guadagni a spese di onesti cittadini.

Ricordo che mio figlio Renato, militare in quel di Trieste, non poteva godere delle poche ore di libertà che gli spettavano perché le scarpe "in dotazione" per la "libera uscita"avevano la pianta abbastanza lunga ma stretta, camminarci era un tormento. I cervelloni del momento volevano i militari "eleganti", secondo la moda del momento, cioé terminavano con la punta! Immagino che i diretti interessati, disegnatori e calzaturieri abbiano avuto un premio per il loro  "moderno" e "generoso" modo di calzare i soldati, "alla page" coi civili!

E per varie decine d'anni, le Poste Italiane hanno mandato per il mondo milioni e milioni di francobolli miserandi, che strizzavano dentro la superficie di un francobollo castelli, monumenti ,cattedrali, sempre con colori insulsi, che un topo è più colorato!

E questo succedeva alle Poste Italiane che avrebbero potuto mandare per il mondo bellezze senza numero, quando anche i Paesi più poveri, affrancavano le loro lettere con francobolli bellissimi, dai colori splendidi.

Nessuno protestava, magari aveva cose più importanti a cui badare, e forse qualcuno avrà protestato ma, secondo me, quella era "riserva di caccia" risertvatissima ai pochi che avevano partorito quelle brutture e che ci avevano costruito un'iniqua richhezza!

Credo che siano stati stampati miliardi di quei  francobolli che nessuno al mondo ci può invidiare e noi, zitti, zitti, li abbiamo acquistati e incollati mestamente sulle nostre buste! 

Mi fermo qui, perché i visitatori, come me,  hanno sicuramente esperienza di altri "soprusi" ma per stassera credo basti quel che ho scritto.

Ai nostri giovani che forse sono abbagliati dalla ricchezza di questo o di quello, ricordiamo che molto spesso quella ricchezza viene da disonestà, da corruzione, da ignoranza di qualsiasi codice morale e civile, e se siamo poveri, diciamo loro ad alta voce che siamo poveri ma ONESTI.   

Buona notte a tutti, sogni d'oro! (Che non costano nulla!).

nedda

Postato da: soresina a 20:18 | link | commenti (3)

sabato, 24 dicembre 2005

NATALE e TAVOLA PITAGORICA o TABELLINA

Si direbbe che l'una stia all'altra come il cavolo a merenda!

Sta di fatto  che la famigerata Tabellina è sempre lì, in agguato, pronta a far inciampare i poveri scolari, Natale e non Natale. E poiché per Natale ci sono le tanto attese vacanze, sotto l'albero mettiamoci un discorsetto che riguarda appunto la Tabellina, discorsetto o discorsone che i nonni, che hanno più tempo dei genitori, vorranno offrire come insolito ma importante dono ai loro nipotini, dono che non passerà di moda mai e che sicuramente sarà gradito.

Come "prologo" dirò che il piccolo dramma della Tabellina non è poi da prendersi sul tragico. Ci sono anche ingegneri che non ricordano bene la Tavola Pitagorica!

Però saperla a memoria è senz'altro la strada più breve.

E come si fa ad aiutare i ragazzini, in modo che la difficoltà (odiata) della Tavola non rappresenti più un problema?

Ricordiamoci che la TAVOLA PITAGORICA fu un punto di ARRIVO, di un grande matematico dell'antichità, PITAGORA, e non dobbiamo meravigliarci se i nostri ragazzini trovano difficile impararla a memoria!

Ora bisogna lavorar....di fantasia. In primo luogo diamo per scontato che conoscano la tabellina dell'UNO, quella del DUE, quella del CINQUE e quella del DIECI, così ci rimane da mandare a memoria solo SEI tabelline! Già i ragazzini si rallegrano...

Poi concentriamo i nostri sforzi sulle tabelline più toste, tipo il SETTE e qui entra in opera la vostra fantasia, ed anche quella dei ragazzi, si tratta di trovare una frase che faccia rima coi risultati. Per esempio, tutti ricordano con facilità quanto fa sei per otto, perché il risultato fa rima, quarant-otto, similmente il risultato seiXsei fa rima con TRENTASEI.Spero di non avervi annoiati e, magari, mi farete sapere se il suggerimento funziona!

Ho scritto questa pagina, incoraggiata dai commenti di visitatori a pagine di questo tipo.

 

Ciao e BUONA GIORNATA!

nedda

p.s. Se vi manca la fantasia, ricorrete ad uno dei RIMARI che si trovano in commercio. 

Postato da: soresina a 11:15 | link | commenti (11)

venerdì, 23 dicembre 2005

l

Letterina di Natale per Enzo  Biagi, tra coetanei, e da nonna a nonno.

Caro Enzo, seguivo le tue interviste in t.v. ed ho letto due tuoi libri.

Mi dispiace che i capoccioni ti abbiano messo da parte in modo tanto incivile.

Forse il nitrito di un cavallo di razza quale sei tu, sciupava il coro dei ragli.

Ti auguro Buon Natale e tanti anni sereni, quale coronamento della tua vita OPEROSA ed ONESTA.

Spero  ti giunga notizia di questa letterina, frutto di stima e di affetto.

Nedda Gottardi

Postato da: soresina a 20:23 | link | commenti (2)

BELLI DENTRO

Questa frase fatta si ode spesso alla tv. Cosa significhi e che cosa implichi non è poi tanto chiaro. In ogni caso io sostengo che, per quanto è possibile, è bene essere anche BELLI FUORI .

Quando passo per una strada vedo tante persone e so che si sono fatte belle appunto perché avrebbero incontrato  persone, per RISPETTO.

Per farsi belli  intendo essere ben pettinati, vestiti decorosamente. Ed io sono loro grata perché, se lo volessero, potrebbero camminare per la strada sciammannati, scalcagnati, chi glielo potrebbe proibire? E sarebbero per chi li incontra  uno spettacolo deprimente.

E belli fuori dovrebbero essere tutti anche nell'intimità della casa, per rispetto di sé e per rispetto di chi ci vive vicino. Succede per taluni che hanno un doppio aspetto: uno, trasandato, in casa ed uno, ricercato, fuori.

Era soggetto di molte "vignette" la casalinga in ciabatte e bigodini, molto poco attraente!

Ed anche i signori uomini talvolta in casa sono poco amabili, con la barbaccia , i calzoni bracaloni, i capelli arruffati.

Allora, vi invito ad essere sempre BELLI, in primo luogo in casa e poi fuori casa. Faciliterete il lavoro ad Eros il  piccolo, potente  dio dell'amore

Buona giornata,

nedda

 

Postato da: soresina a 07:46 | link | commenti (5)

giovedì, 22 dicembre 2005

Cari amici,

poiché Natale è così vicino, stassera vi scriverò le parole del canto popolare che veniva cantato dalle passate generazioni e si canta tuttora nelle chiesette della campagna toscana.

TU scendi dalle stelle,

o Re del cielo,

e vieni in una grotta

al freddo e al gelo.

E vieni....

 O Bambino mio divino,

io t ivedo qui a tremar!

O Dio beato, ahi!  quanto ti costò

l'averci amato!

Ahi !quanto...

A Te che sei del mondo il creatore,

mancano panni e fuoco, o mio Signore!

Mancano...

Caro, eletto pargoletto,

quanto questa povertà

più mi innamora,

giacché ti fece amore povero ancora!

Giacché....

 

Forse ci sono altre strofe ma io non le conosco.

Buona serata, nedda

 

Postato da: soresina a 15:40 | link | commenti

mercoledì, 21 dicembre 2005

La prof colla puzza al naso e come fu giocata da un poveraccio

Posto questa pagina perché quel che scriverò mi ha sempre divertita e spero diverta anche voi.

Avevo un cognato, ora non c'è più da una decina d'anni, un uomo venuto da una  famiglia povera e numerosissima! 14 figli partorì sua madre.

Al'età di quindici anni lascò la casa paterna di Rovereto-Borgo Sacco e raggiunse Bolzano in cerca di lavoro.

Aveva soltanto l'attestato di quinta elementare ma non gli mancavano intelligenza e desiderio e capacità di "sfondare".

A Bolzano fece vari mestieri, erano gli anni del boom edilizio per quella città in quanto il governo fascista, nell'intento di "italianizzare" la regione , promosse la nascita di una ZONA INDUSTRIALE e la costruzione di case minime per gli operai di lingua italiana che avrebbero lavorato nell'industria ed abitato quelle case.

Giovanni imparò il dialetto tedesco parlato dalla gente di Bolzano e nel tempo libero fece da prima il raccattapalle nel campo di tennis della città e poi imparò a giocare a tennis e divenne una " buona racchetta", molto richiesto dai giocatori che avevano bisogno di un partner, e talvolta addirittura arbrito delle partite.

Tra i giocatori di tennis, tutta gente della borghesia di lingua italiana della città, c'era una insegnante di inglese della scuola media locale che si dava delle arie.

Probabilmente si faceva bella della sua conoscenza d' una lingua straniera che  allora faceva tanto "in" e Giovanni la trovava antipatica.

Un giorno, al campo del tennis la prof parlava, parlava: ad un certo punto intervenne Giovanni che indirizzò alla prof una  sorridente tirata in una lingua.....inesistente di sua esclusiva invenzione, forse  con qualche desinenza inglese....

La prof gli chiese:

-Scusi, ma Lei, dove ha studiato inglese? -

- In Scozia. - rispose pronto Giovanni.

Al che la prof che probabilmente aveva trascorso  soltanto a LONDRA  i sei mesi richiesti dal piano di studi per la laurea in lingue straniere, commentò:

-Ora mi spiego il fatto che io non capivo quello che Lei diceva! In Scozia, già.-

 

Buona giornata a tutti, nedda

Postato da: soresina a 10:39 | link | commenti (2)

martedì, 20 dicembre 2005

QUANTO è ALTO il MONTE BIANCO?

Veramente nessuno può saperlo, nonostante accurate misurazioni. La montagna vive e CAMBIA, talvolta frana, talvolta...si alza per sotterranei movimenti della terra. Perché mortificare gli scolari con simili domande?

Basta sappiano che il Monte Bianco è alto, alto, il più alto monte d'Italia.

Questo criterio va seguito quando si insegnano nozioni, stare nel concreto e nell'accessibile alla mente dello scolaro.

Similmente le molte, troppe DATE che si pretende i bambini mandino a memoria. Che ne sanno loro di secoli, di millenni?  A malapena sapossono rendersi conto di quanto sia lungo un decennio!

Assurdo chiedere loro di capire quanti sono cinqemila o diecimila morti in battaglia. Loro si morti non ne hanno visto nemmeno uno, forse nemmeno il nonno perché non si vuole creare nel bimbo un trauma, ma nei lbri di scuola coi morti ci si sguazza!

Basterà sappiano rapportare il fatto o il personaggio ai tempi d'oggi...con abbondante  margine di  approssimazione. Forse si innamorerebbero di certi eroi, però stanno colla paura di non sapere ricordare quando e DOVE sono nati e quando sono morti e dimenticano quello che hanno fatto.

E degli eroi dell'antica Grecia o dell'antica Roma non gliene importa niente, tanto sono lontani  nel tempo mentre certi di eroi vissuti pochi anni fa potrebbero ricordare il fatto che li ha resi eroi.

Voglio ricordare un eroe umile, che era giovane quando anch'io ero giovane e che sarebbe diventato babbo ed ora sarebbe nonno se non fosse stato per quello storico giorno in cui offrì la sua vita per salvare quella di più di venti persone.

C'era la guerra, i tedeschi stavano in quel paesino dove c'era anche una stazione di CARABINIERI.

Un giorno due solldati tedeschi furono colpiti da un ordigno che si erano trovati tra le mani. Nessuno della povera gente del paese ne sapeva niente, ma subito scattò i meccanismo della rappresaglia. Più di venti uomini vennero presi , furono obbligati a scavarsi la fossa,  in attesa della scarica di fucileria. Tra di loro c'era il giovane carabiniere ( graduato?) Salvo d'Acquisto.

L'ufficiale tedesco, forse per non caricarsi la coscienza dell'eccidio, disse: - Se il colpevole si fa avanti, gli altri potranno vivere e tornare alle loro famiglie.-

 Un padre di famiglia piangeva per i tre figlioletti che sarebbero rimasto orfani.

Salvo era giovane, generoso, disse all'ufficiale tedesco:- Sono stato io a mettere la bomba, gli altri non c'entrano! -

Allora i soldati del plotone di esecuzione spararono e Salvo fu colpito a morte. Tutti gli altri ostaggi furono liberati e poterono tornare alle loro case.

Tempo fa vidi in televisione la mamma di Salvo, piangeva ancora, dopo decine d'anni , la perdita del figlio. Forse è ancora vivente: sappia che il gesto del suo figlio lo mette tra gli eroi, non tanto per la medaglia ma perché molti sono vissuti grazie al suo sacrificio ed i figli ed i nipoti degli scampati alla strage e tutti noi non abbiamo dimenticato Salvo, che è vivo nonostante la morte e vivrà la lunga vita che la  memoria riserva a chi ha dato la SUA vita per la vita degli ALTRI.

 

Buona serata a tutti,

nedda

Postato da: soresina a 15:52 | link | commenti (2)