Eccomi

Blogger: soresina
Nome: nedda
Voglio presentarmi ai visitatori, in modo che possano farsi un'idea della persona che li invita ad entrare. Sono un'insegnante di scuola elementare in pensione da molti anni. Ho passato gli ottanta ed ancora provo interesse per tutto ciò che avviene intorno a me. Questa faccenda dei siti mi intriga parecchio perché li trovo un modo nuovo di incontrare, sia pure virtualmente, persone nuove, per scambiarsi idee, esperienze, paure e speranze. Sono nonna e trisnonna e seguo il consiglio dato da un dirigente agli anziani invitati a partecipare ad un corso per imparare ad usare il computer. "......non abbia a succedere che un vostro nipotino vi dica "stai lontano dal mio computer, potresti combinare guai!". Vi riporto questo discorso per scherzare su una realtà molto seria. Quando, in tempi molto lontani, un film, bello o brutto che fosse, riempiva le sale, ci fu un imponente movimento d'opinioni che , vedendone soltanto il lato negativo, tendeva a distogliere gli aspiranti spettatori, e in modo speciali noi giovani, da un divertimento pericolosissimo per la morale. Un decennio dopo circa, i film, quelli adatti, e magari purgati, venivano proiettati nelle sale parrocchiali procurando ai ragazzini un enorme divertimento ed ai genitori un paio d'ore di pace domestica. Ora lo sviluppo della tecnica e della scienza ci offre nuove possibilità. Non è meraviglioso che anche noi vecchietti possiamo approfittarne per un vicendevole aiuto? Mi scuso di usare spesso la parola "vecchietto" al posto di anziano; spero che nessuno mi consideri poco rispettosa. Nella parola "vecchio" ci sento tanta verità mentre nella parola "anziano" ci sento l'ipocrisia. Chi legge sceglierà di chiamarmi come più gli piace. Bella gente ,(come dice il Gabibbo) , vi prego, entrate nel mio sito, sarete i benvenuti. Molto cordialmente vi saluto.

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venerdì, 21 luglio 2006

FILASTROCCA vecchia, vecchia

 

VOLTA  LA  CARTA

La donnina che semina il grano,

volta la carta, si vede il villano.

Il villano che zappa la terra,

volta la carta, si vede la guerra.

La guerra con tanti soldati,

volta la carta , si vede i malati.

I malati con tanto dolore,

volta la carta, si vede il dottore.

Il dottore che fa le ricette,

volta la carta, si vede la gente.

La gente che passa per via

volta la carta, si vede Lucia.

Lucia che fila il lino,

volta la carta, si vede Arlecchino.

Arelcchino che salta e che balla,

volta la carta e c'è la farfalla.

La farfalla che vola sui  fiori,

volta la carta, si vede i signori.

I signori che vanno a braccetto,

volta la carta, si vede il galletto.

Il galletto che fa chicchiricchì!

volta la carta ed io son qui!

 

Buon proseguimento di giornata da

nedda

Postato da: soresina a 13:14 | link | commenti (14)

mercoledì, 19 luglio 2006

IERI SERA,

quando la luce del giorno stava per scomparire, ho avuto visite! Visite speciali, inattese.

Sulla radura prospiciente la casa in cui abito si muovevano delle ombre, corpi scuri che scendevano in fila indiana verso il fossetto, scomparivano per qualche metro e riapparivano, silenziose in fila indiana per salire verso la nostra casa, per fermarsi a pascolare sotto i susini sempre genesosi di frutti che nessuno più coglie e che  finiscono a terra.

Anche noi, la badante ed io, stavamo in silenzio,  a guardarli e a contarli. Tra corpi adulti e cuccioli, abbiamo contato DIECI cinghiali! Non appena uno di loro si è accorto di noi, l'allarme è scattato e velocissimi, sempre in fila, sono corsi verso il fossetto, sono risaliti alla radura e sono scomparsi nel folto del bosco sovrastante.

Una serata....diversa dalle altre. Qui in Casentino i cinghiali sono numerosi ma io non ne avevo mai visto nemmeno uno e iersera ne ho visti dieci, un intero branco!

 

Auguro ai visitatori del blog una felice notte.

nedda

 

Postato da: soresina a 21:32 | link | commenti (1)

martedì, 18 luglio 2006

AFORISMO

 che lo scrittore irlandese OSCAR WILDE  ci ha lasciato, più di un secolo fa.

 I VECCHI credono tutto,

le persone di MEZZA ETA' sospettanto (dubitano?) di tutto,

 i GIOVANI sanno tutto.

 

 Buona serata, nedda

Postato da: soresina a 14:46 | link | commenti

domenica, 16 luglio 2006

DA  BUTTARE

Tra gli oggetti usati in passato e da buttare senza rimpianto c'è la MATITA ROSSA e BLU.

Ricordo di avere fatto uso di quella matitona ,vernicitaa per metà di blu e per metà di rosso. Anche la mina era divisa in due tronconi, quello rosso e quello blu. Il colore rosso era per gli errori  GRAVI e quello blu per gli errori meno gravi, oppure era il contrario? Non me lo ricordo più, tanti sono gli anni passati da quel tempo.

So però anche ora che tutta la faccenda della matita bicolore era sbagliata in partenza perché negli elaborati di uno scolaretto non ci sono ERRORI che non possano essere corretti per alre strade, senza bisogno di avvilirlo e scoraggiarlo con quei fatali segnacci (ché la famigerata matita aveva la mina grossa e non era possibile scrivere "leggero").

Addio, dunque, per sempre  e senza rimpianti , alla MATITA ROSSO-BLU . Forse qualche visitatore sarebbe tentato di scriversi su qualche considerazione?!

 Buona notte, nedda

 

Postato da: soresina a 20:52 | link | commenti (3)

venerdì, 14 luglio 2006

UN  POETA  TEDESCO, tanto tempo fa  scriveva la Poesia "LORELEI".

Se vi accadrà di navigare il Reno,

forse sentirete aleggiare ancora nell'aria il canto fatale della Lorelei.

 

Die Lorelei   di Heinrich Heine

1. Non capisco cosa voglia significare

che sono così triste:

una storia di tempi antichi

non vuol uscirmi di mente.

L'aria è fresca, sta annottando,

e placido scorre il Reno;

la vetta del monte splende

 nel sole che tramonta.

 

2. La bella, mirabile fanciulla,

siede lassù in alto,

brilla il fermaglio d'oro,

ella si pettina i capelli d'oro,

si pettina con un pettine d'oro

ed insieme canta,

un canto dalla misteriosa,

potente melodia.

 

3. Quel canto afferra

il pescatore nella piccola barca,

con selvaggio dolore.

Egli non bada alle rocce,

 guarda soltanto lassù , in alto.

Credo che infine le onde

 sommergeranno pescatore e barca

 e questo ha operato

la Lorelei col suo canto .

 

Buona serata, nedda

 

Postato da: soresina a 14:46 | link | commenti

giovedì, 13 luglio 2006

ALLORA,

migliaia e migliaia di giovani voci, durante le molte "ADUNATE", cantavano:

"SOLE, che sorgi libero e giocondo,

sui nostri colli i tuoi cavalli doma:

tu non vedrai nessuna cosa al mondo,

MAGGIOR di ROMA, MAGGIOR di ROMA!

 

Dopo tanti anni ,in un libro smesso da uno studente,  ho scoperto che la strofa riecheggia quella scritta da Orazio duemila anni fa circa.

Nessuna meraviglia in quanto il fascismo voleva risuscitare la grandezza (e la miseria) di Roma , se non altro negli INNI. Ed il paroliere non ha compiuto un PLAGIO ma un SACCHEGGIO vero e proprio!

Ecco la strofa del CARMEN  SAECULARE di Orazio:

"....

Alme sol, curru nitido diem qui

 promis et celas aliusque et idem

nasceris, possis nihil urbe Roma

    visere maius!..."

(SOLE  divino, che apri e chiudi il giorno

con l'aureo carro e sempre uguale e nuovo

sorgi, deh NULLA  mai veder tu possa

MAGGIOR DI ROMA!)

 

E così, da un vecchio libro di latino, un POST che, penso, farà rivivere in qualche visitatore, gli anni della gioventù.

 

Buona giornata, nedda

 

 

 

Postato da: soresina a 10:09 | link | commenti

sabato, 08 luglio 2006

I  BAMBINI e la  VERITA'

 

Un detto popolare trentino era questo: Se vuoi saper  la verità, ascolta il più PICCOLO della ca'.

Più recentemente OSHO, a dimostrazione che l'astuzia è inutile e controproducente, sotto il titolo "L'innocenza dei bambini"scriveva, tra l'altro:

-Una donna era stata assente da casa due giorni, presso un'amica ammalata. Quando ritornò a casa il figlioletto le corse incontro e le disse:

"Mamma", era molto eccitato, "ho una sorpresa per te."

La donna lo prese in disparte e gli chiese:

"Che sorpresa?"

Il bambino rispose:

"L'altro giorno, stavo giocando nella tua camera da letto, dentro al guardaroba, quando improvvisamente papà è entrato con la nostra vicina. Per paura d'essere scoperto, sono rimasto immobile, respirando pianissimo, ma ho guardato dal buco della serratura cosa stava succedendo. Qualcosa di certo stava per succedere....ho visto che si svestivano!"

La madre esclamò: "Cosa? Dimmelo in un orecchio - si svestivano?

Egli rispose: "Sì, si sono svestiti - tutti e due. Non solo....sono saltati sul letto e papà stava sopra alla donna."

La madre li disse: "Aspetta, Aspetta e non aggiungere una sola parola. Aspetta. Lascia che quel figlio di buona donna di tuo padre arrivi a casa. Quando verrà, dovrai riferirgli subito tutto quello che mi hai detto, parola per parola."

Fianlmente il padre arrivò....lo aspettavano sulla porta di casa.

La madre disse al bambino: "Ho fatto i bagagli", e al marito: "Sto per lasciarti, ma prima di andarmene, voglio che ascolti quello che il bambino ha da dirti."

Il bambino disse: "Stavo giocando nella vostra camera da letto, dentro al guardaroba, quando improvvisamente papà è entrato con la nostra vicina. Si sono svestiti e si sono messi a letto. Papà stava sopra - e, mamma, hanno fatto esattamente la stessa cosa che hai fatto tu con lo zio Jhon l'anno scorso, quando papà è andato in vacanza. Non so esattamente come si chima la cosa che facevano ma tu devi saperlo perché ti ho vista fare la stessa cosa dallo stesso guardaroba dentro al quale di solito vado a giocare. Giocare è solo un pretesto, quello è un posto dal quale vedo spettacoli magnifici!"

 

Auguro a tutti una buona serata, nedda

 

Postato da: soresina a 14:05 | link | commenti (2)

Per chi "vacanza" in montagna scrivo le parole della famosa canzone "Sul ponte di Bassano": può darsi che ci sia maltempo e che gli ospiti debbano strasene in albergo o nel rifugio, attorno...al fuoco. La melodia è facile da imparare,come facili sono le parole.

Cantare in coro è uno dei piaceri del tempo che fu ma che possiamo far tornare.

 

Sul ponte di Bassano

 

Sul ponte diBassano,

noi ci darem la mano,

noi ci darem la mano

ed un bacin d'amor,

ed un bacin d'amor!

 ed un bacin d'amor!

 

Per un bacin d'amore,

succedon tanti guai,

 non l'avrei detto mai

doverti abbandonar,

doverti abbandonar!

doverti abbandonar!

 

 

 

Doverti abbandonare,

volerti tanto bene,

quel mazzo di catene

 che m'incatena il cuor,

che m'incatena il cuor!

che mi incatena il cuor!

 

Che m'incatena il cuore, 

che m'incatena i fianchi,

vi lascio tutti quanti,

non mi marito più,

non mi marito più!

 non mi marito più!

 

 

Buona giornata, nedda

Postato da: soresina a 10:01 | link | commenti

giovedì, 06 luglio 2006

PAGINA  tolta  dai "SERMONS in STONE di  un MAESTRO di PENSIERO e di VITA indiano, OSHO.

 

OSHO era stato per un periodo di  tempo professore dell'università.

In tempo di esami si era rifiutato di compilare questionari e di giudicare poi le risposte date dagli studenti.

Trovava immorale giudicare uno studente in base a domande che si basassero sulla memoria dei testi studiati e non sull'INTELLIGENZA che, secondo lui, era dote di tutti e che da sola avrebbe portato a risposte valide a domande che con la memoria non avevano ninte a che fare.

 

Il vicepreside accettò il rifiuto del professor Osho, riconoscendo  in parte un fondamento morale al suo atteggiamento.

Ma il sovraintendente agli esami, che ignorava l'accordo tra il vicepreside ed Osho, lo convocò a fare da supervisore nella sala degli esami. 

_ Perciò andai nella sala degli esami ed all'inizio dissi agli studenti:Fate conto che io non sia presente perché non ho nessuna intenzione di interferire nella vita altrui. Potete fare tutto ciò che avete stabilito di fare. Se avete prtato degli appunti, non temete. Se volete copiare da altri, potete farlo, ma no n disturbate - qui ci sono

molte persone, perciò state i silenzio. E ci sono professori fuori, in altre aule, perciò dovete stare attenti non a me, ma a tutti gli altri. Io sono assente e non vi disturberò affatto, sono qui solo per errore." Gli studente non avevano mai sentito cose simili. Ciò che feci fu girare la mia sedia in modo da guardare la lavagna, con la schiena rivolta agli studenti e dissi:

"Quando il tempo sarà scaduto, mi sveglierete!"

Uno degli studenti si alzò e disse:
"Lei ha tanta fiducia in noi?"

Risposi:
"Non è una questione di fiducia, io amo semplicemente la libertà e non voglio mettermi in alcun modo sulla vostra strada. Siete abbastanza maturi.Dovete sapere cosa state facendo. E' giusto? Allora fatelo. Se è sbagliato, allora il farlo o non farlo dipende da voi."

Non ci crederai, ma portarono le loro note e i loro appunti, e ammucchiarono ogni cosa davanti a me.

Mi toccarono i piedi e dissero: "Dacci la tua benedizione!""Ma - chiesi -che cos'è tutta questa roba?"

C'erano perdino libri, libri stampati che avevano nei pantaloni.....un ragazzo portò la sa camicia.

Obiettai: "Resterai senza camicia!"

Rispose: " Ma devo  mettere qui la camicia perché ci avevo scritto sopra delle note."
E mi mostrò il rovescio, l'interno della camicia fitto di scritto

 Dissi: "Puoi tenerla, Ho fiducia on ten, non guarderai le note. Ma stare seduto senza camicia e quei professori....diventerbbe un problema, si chiederebbero che cosa succede."

Tutto quel mucchio davanti a me....il vicepreside lo venne a sapere poiché altri professori avevano visto e sentito quel che dicevo. Gli venne riferita ogni cosa.

Alla sera, venne a casa mia e disse:

"Dimentichamo tuta questa storia. E' accaduto tutto per errore, perché è un'altra persona il supervisore agli esami. Non accadrà più. Ma gli studenti che erano nella tua aula d'esame non sono mai stati tanto felici. Nessuno mai aveva avuto tanta fiducia in loro, mai era stata data loro tanta dignità."

 

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Persone come Osho sono luci che non tramontano: magari un po'  accecanti? Prendiamole a piccole dosi, ma non rifiutiamo l'aiuto che ci offrono, rischiarandoci la via.

 

Buna serata, nedda

Postato da: soresina a 13:14 | link | commenti (3)

sabato, 01 luglio 2006

MADRINE di GUERRA

Di questa figura femminile degli anni bui della guerra non sento mai parlare eppure sono persone degne di essere rcordate.

Le giovani donne ed i soldati del tempo di guerra venivano messi in contatto soprattutto tramite riviste femminili.

Cominciava e spesso seguitava uno scambio di lettere dalle quali i soldati traevano conforto e le giovani avevano modo di esprimere  la ricchezza dei loro sentimenti. Ignoro se alla corrispondenza abbia  mai avuto  uno sbocco nel matrimonio.

Immagino che le gentili, romantiche fanciulle rimaste "a piedi"  non abbiano gettato quelle lettere: forse le custodiscono con amore nel fondo di un baule che contiene il corredo preparato per nozze sperate, attese e cche non hanmo mai avuto luogo.

Oppure sono diventate spose e madri e quelle lettere non esistono più se non nella loro memoria.

Forse qualche persona che vive nell'ambiente giornalistico, trarrà dal mio post ispirazione ed incoraggiamento ad aprire questa pagina di storia "minore" ed a parlare delle "Madrine di guerra" e forse qualche "madrina di guerra" sarà ancora in grado di testimoniare quell'esperienza.

 

Questo post sarebbe stato più lungo se....non avessi scritto di getto molto di più e non lo avessi gettato al vento perché non ero CONNESSA!

Comunque spero che l'argomento susciti un qualche interesse e, magari, che qualche "madrina di guerra" mi lasci un commento.

 

Augurando buon fine settimana, saluto tutti con affetto,

nedda

Postato da: soresina a 16:59 | link | commenti