
Nome: nedda
Voglio presentarmi ai visitatori, in modo che possano farsi un'idea della persona che li invita ad entrare.
Sono un'insegnante di scuola elementare in pensione da molti anni. Ho passato gli ottanta ed ancora provo interesse per tutto ciò che avviene intorno a me. Questa faccenda dei siti mi intriga parecchio perché li trovo un modo nuovo di incontrare, sia pure virtualmente, persone nuove, per scambiarsi idee, esperienze, paure e speranze.
Sono nonna e trisnonna e seguo il consiglio dato da un dirigente agli anziani invitati a partecipare ad un corso per imparare ad usare il computer. "......non abbia a succedere che un vostro nipotino vi dica "stai lontano dal mio computer, potresti combinare guai!". Vi riporto questo discorso per scherzare su una realtà molto seria.
Quando, in tempi molto lontani, un film, bello o brutto che fosse, riempiva le sale, ci fu un imponente movimento d'opinioni che , vedendone soltanto il lato negativo, tendeva a distogliere gli aspiranti spettatori, e in modo speciali noi giovani, da un divertimento pericolosissimo per la morale. Un decennio dopo circa, i film, quelli adatti, e magari purgati, venivano proiettati nelle sale parrocchiali procurando ai ragazzini un enorme divertimento ed ai genitori un paio d'ore di pace domestica.
Ora lo sviluppo della tecnica e della scienza ci offre nuove possibilità. Non è meraviglioso che anche noi vecchietti possiamo approfittarne per un vicendevole aiuto?
Mi scuso di usare spesso la parola "vecchietto" al posto di anziano; spero che nessuno mi consideri poco rispettosa. Nella parola "vecchio" ci sento tanta verità mentre nella parola "anziano" ci sento l'ipocrisia. Chi legge sceglierà di chiamarmi come più gli piace.
Bella gente ,(come dice il Gabibbo) , vi prego, entrate nel mio sito, sarete i benvenuti.
Molto cordialmente vi saluto.
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ITALIA - CINA.........0 a 0 ,1 a 1?
CREDIBILE, non CREDIBILE?
Nel libretto di testo della seconda elementare di Formosa di 30 anni, fatto di carta scadentissima, tenuto insieme da grappette,in solo nero, e stampa dfettosa, zeppo di nozioni, c'era anche il seguente raccontino:
Il Signor X aveva ricevuto in dono un grande elefante e stava discutendo con persone istruite su come fare per pesare l'animale, perché era curioso di conoscerne il peso e disponeva soltanto di una normale bilancia a contrappeso.
Assiste all'animata discussione il figlioletto di SETTE anni che, a un certo punto ,dice: io sono in grado di trovare il peso dell'elefante.
Poi...........
Il ragazzino potè fare le operazioni mentali e pratiche che aveva pensato e mostrarne a tutti il risultato, aveva trovato il peso dell'elefante.
Per aiutare chi volesse entrare in lizza e competere col ragazzino, ragazzini e adulti, dirò che lui poté disporre di una barca e di un buon quantitativo di pietre.
Poi, a chi volesse sapere come aveva fatto il ragazzino per...ecc.., glielo scriverò con piacere.
Ora saluto con affetto i visitatori ed auguro loro una felice notte,
e grazie dei commenti,
nedda
UN SORRISO beneaugurante per ricxominciare
Lo scolaro recita la poesia:
Oh! che bel vivere!
oh, che bel gòdere"...
Il maestro lo interrope:
Mettiti a sédere, basta così!
Ed il mio nipitino Ivan di tre anni ripeteva con me divertito la stroriella:
Va bene! va bene! duceva la signora Irene,
vedendo tutte le sue botti piene:
Piene di che cosa? mi venne da chiedergli e lui, dopo un attimo di ricerca, disse:
Di CHEROSENE!
Buona giornata ai visitatori!
nedda
Anche a Maestra Maria
idem
Maria Angela
A Mammachioccia
ho faxato l'e-mail alla mamma
ora sento se l'ha ricevuto
Saluti
Maria Angela
siamo ancora nelle peste
L'anno passato mia madre Nedda (ancora in impasse col dialer) ha pubblicato un libro sulle sue memorie negli anni venti a Rovereto, Il giglio delle convalli.
Qui di seguito uno stralcio.
Frugavo in ogni angolo della casa in cerca di chissà che cosa.
Un giorno cercai sotto il letto dei genitori, dove c’era una catinella di ceramica con degli oggetti dentro. Mi incuriosì un rotolo di carta, lo tirai fuori, era un foglio protocollo di carta bollata: si trattava del testamento scritto dal papà.
Curioso posto per un documento così importante! In casa non c’erano cassetti chiusi a chiave e il papà credeva di averlo messo al sicuro!
Avrò avuto dieci anni, quindi ero in grado di comprendere quanto il papà aveva scritto nel suo modo faticoso ma chiaro. Lo lessi, ma già mi aveva preso un leggero turbamento. Era lungo poco più di una facciata, scritto di sua mano e di sua testa, nessuna parola difficile o convenzionale. Le parole erano l’esatta traduzione del suo pensiero: “ ....Dichiaro erede universale mio figlio..... per mia moglie...dispongo........ alle figlie lascio..... chiedo la celebrazione di 30 messe in suffragio della mia anima.
Tutto così chiaro che io, bambina di una decina d’anni, potei comprendere tutto, ogni parola.
Arrotolai di nuovo il foglio e lo rimisi al suo posto, ma non potei tollerare a lungo il magone che mi aveva preso, e ben presto confessai la mia prodezza. Fortunatamente gli adulti non considerarono la cosa molto severamente,
Era come se avessero detto “Con un accidenti di figliola come te c’è da aspettarsi questo e peggio”.
Caro il mio papà, così saggio e previdente. Aveva acquistato la casa tre anni prima e credo che subito dopo avesse scritto le sue ultime volontà.
La volontà di mio padre, che si basava sulla tradizionale consuetudine del maggiorasco, non più valida per la legge italiana del momento, fu ugualmente rispettata dopo la sua morte. Così mia madre poté vivere gli ultimi anni della sua vita confortata dalla concordia di noi figli, e il suo cuore malato non ebbe a soffrire per discordie tra fratelli.
Visto che mia madre è di nuovo in difficoltà difficilmente risolvibili per svariati e complessi motivi io cercherò, da decine di chilometri di distanza, di fare per quanto posso da ponte. Se volete scriverle e - mail mandatele a me saxamandra@yahoo.it che gliele inoltrerò quando vado da lei o gliele mando per posta Per ora non c'è altro modo. vedrò di postarle io qualcosa se, presa dalle tante cose, ce la fa a spedirmi dei testi. saluti Saxamandra
AAA
cari amici, cari visitatori,
e in primo luogo Mamma Chioccia,
con mio grande rammarico
per qualche tempo non posterò nulla,
perchè nel pc mi entrano dialer ecc
con tutte le noie che ne conseguono,
auto-riduzione di enormi bollette del telefono,
già due denunce ai Carabinieri, reclamo e così via.
Ho bisogno di tempo per rimettermi da questa inaspettata
e pesante difficoltà.
Vi ricordo tutti con affetto
e speriamo di rileggerci fra non molto tempo.
Nedda
SCUOLA
In tema di sincerità e di libera espressione da parte degli scolari, suggerisco di ricorrere ad un tema "senza tema", invitarli cioè a scrivere quello che vogliono, in assoluta libertà, sarà anche senza voto ed ANONIMO.
Può darsi che finalmente alcuni di loro diano voce a ciò che li fa gioire o SOFFRIRE, senza timore di ricevere un brutto VOTO perché ci sono errori di ortografia o di grammatica.
L'insegnante potrà poi commentare, senza far nomi, anche se ha riconosciuto l'autore del tema e servirsi di quanto ha letto per una più vera conoscenza dell'alunno.
Con l'augurio di una buona giornata, vi saluto con affetto
nedda
SCUOLA e SUONI
Per poter comprendere la musica e gioirne, è necessario che gli scolari imparino prima ad ascoltare SUONI e RUMORI (visto che la musica odierna è ricca di rumori), a riconoscerli , a riprodurli.
Gli insegnanti possono invitare gli scolari a portare a scuola tutto ciò che possono trovare capace di produrre suoni e rumori. Ogni scolaro può tenere nascosto l'oggetto che fa risuonare e gli altri possono indovinarlo, se ci riescono, oppure ognuno disporrà sul banco quanto ha portato da casa. Oggetti che producono suoni simili, formeranno un GRUPPO e quindi anche gli scolari verranno a formare gruppi!
Come nell'orchestra ci sono gli ottoni, i fiati, gli archi ecc, avremo il gruppo dei..sassolini, dei campanellini, delle biglie di vetro o di legno e così via.
Per evitare che gli oggetti si sparpaglino qua e là, sarà bene provvedere di sacchettini trasparenti.
L'insegnante disegnerà alla lavagna il simbolo dei vari gruppi, ci vorrà poco perché gli scolari lo memorizzino, poi segnerà delle BATTUTE con un certo simbolo e gli scolari coinvolti produrranno il suono, in seguito gli scolari saranno chiamati a decidere loro quale gruppo far agire, per quanto tempo battute).
Quando lo scolaro legge alla lavagna il simbolo del suo gruppo, farà tutto il rumore che vuole con quanto ha a disposizione e lo farà con grande entusiasmo.
Poi gli scolari ascolteranno suoni e rumori separatamente e cercheranno di trovare l'aggettivo conveniente.
Così impareranno a riconoscere un suono grave, un suono acuto, un suono sordo, un suono argentino ecc.e saranno anche in grado di dire quale emozione susciti in loro un determinato suono o rumore.
Dulcis in fundo, faremo caricare e scaricare tutti i carillon che avranno potuto rimediare!
Con l'augurio di una buona giornata, saluto tutti con affetto.
nedda