Eccomi

Blogger: soresina
Nome: nedda
Voglio presentarmi ai visitatori, in modo che possano farsi un'idea della persona che li invita ad entrare. Sono un'insegnante di scuola elementare in pensione da molti anni. Ho passato gli ottanta ed ancora provo interesse per tutto ciò che avviene intorno a me. Questa faccenda dei siti mi intriga parecchio perché li trovo un modo nuovo di incontrare, sia pure virtualmente, persone nuove, per scambiarsi idee, esperienze, paure e speranze. Sono nonna e trisnonna e seguo il consiglio dato da un dirigente agli anziani invitati a partecipare ad un corso per imparare ad usare il computer. "......non abbia a succedere che un vostro nipotino vi dica "stai lontano dal mio computer, potresti combinare guai!". Vi riporto questo discorso per scherzare su una realtà molto seria. Quando, in tempi molto lontani, un film, bello o brutto che fosse, riempiva le sale, ci fu un imponente movimento d'opinioni che , vedendone soltanto il lato negativo, tendeva a distogliere gli aspiranti spettatori, e in modo speciali noi giovani, da un divertimento pericolosissimo per la morale. Un decennio dopo circa, i film, quelli adatti, e magari purgati, venivano proiettati nelle sale parrocchiali procurando ai ragazzini un enorme divertimento ed ai genitori un paio d'ore di pace domestica. Ora lo sviluppo della tecnica e della scienza ci offre nuove possibilità. Non è meraviglioso che anche noi vecchietti possiamo approfittarne per un vicendevole aiuto? Mi scuso di usare spesso la parola "vecchietto" al posto di anziano; spero che nessuno mi consideri poco rispettosa. Nella parola "vecchio" ci sento tanta verità mentre nella parola "anziano" ci sento l'ipocrisia. Chi legge sceglierà di chiamarmi come più gli piace. Bella gente ,(come dice il Gabibbo) , vi prego, entrate nel mio sito, sarete i benvenuti. Molto cordialmente vi saluto.

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venerdì, 31 agosto 2007

SCUOLA  Media,



il mio pensiero va agli alunni di prima classe che si troveranno tra pochi giorni ad affrontare, per risolverle, le ESPRESSIONI.

Sono poco meno di un gioco, se imparate nel modo giusto.

Ricordatevi, ragazzini : quando vedrete il segno x ed il segno :  fate conto che ci sia uno stop, o, meglio, di trovare la carreggiata ingombra. Cosa si dovrebbe fare? Certamente levare l'ostacolo, dopo di che potrete proseguire. Similmente, quando inciampate in un segno di divisione o di moltiplicazione, risolvete quelle operazioni, così  vi ritroverete poi con tanti segni di + o di - , cioé con delle addizioni e delle sottrazioni da eseguire e vi sarà facile arrivare in fondo.

Non fate come me che partivo dalla prima operazione che mi capitava davanti, magari era un +, e poi mi veniva tutto sbagliato e non capivo PERCHE'.

Anche un altro aiutino posso darvi.

Se ad un certo punto (mentre risolvete un' espressione), vi trovate con dei NUMERONI, rendetevi subito conto che prima o poi avete commesso un errore. Le espressioni hanno per risultato un numero piccolo, facile facile e non numeroni!

Avanti, dunque, all'arrembaggio! Potrete poi sfidare anche un adulto a chi risolve  un'espressione in meno tempo.



La bisnonna,

nedda

Postato da: soresina a 15:39 | link | commenti

giovedì, 30 agosto 2007

PER il VISITATORE





che mi ha chiesto notizie sulla canzone popolare, in altra pagina, fuori blog. Spero che tu legga questo post, in altro modo non saprei come risponderti.



La canzone "O dio del cielo, se fossi una rondinella..." la cantavamo in coro, ogni occasione era buona per intonarla; romantica, rime facili, musica semplice, talvolta il coro si lanciavain un canto a DUE voci, gli alti e i bassi!



Non mi risulta che qualche cantante attivo all'epoca della mia infanzia e giovinezza l'abbia cantata, veniva tenuta in nessun conto dalle case discografiche ,la musica popolare ,si tramandava di generazione in generazione, senza supporto di nessun patron.



La strofa "O di del cielo,.........su Internet l'ho vista a capo della canzone, noi però la cantavamo per ultima.



  "Prendi il tuo secchio e vattene alla fontana (bis)

là c'è il tuo amore, là c'è  il tuo amore ,

là c'è  il tuo amore,

che alla fontana aspetta.



Prendi il fucile,

e vattene alla frontiera,

prendi...........

là c'è il nemico, là c'è il nemico

là c'è il nemico che alla frontiera aspetta.



O dio del cielo, se fossi una rondinella,

o dio........

vorrei volare, vorrei volare,

vorrei volare in braccio alla mia bella!"





Ciao, amico,

nedda

Postato da: soresina a 15:19 | link | commenti

martedì, 28 agosto 2007

LINGUAGGI  UMANI

mi piace ricordare il tentativo  da parte di alcuni pionieri,di creare una LINGUA UNVERSALE, l'Esperanto. Grandi attese e grande delusione. Non poteva essere diversamente perché i vocaboli dell'esperanto erano stati creati, inventati, a tavolino e avevando dietro di sé nessuna realtà sperimentata. Costituivano soltanto  una LINGUA NUOVA da imparare a memoria, senza alcun substrato, ed il sogno degli esperantisti era di poter donare al mondo una lingua che legasse tutti i popoli.

Non avrebbero mai immaginato che la lingua inglese, che sottosta attualmente ad una realtà , soprattutto tecnologica, avrebbe assolto al compito di esssere lingua studiata in tutti i Paesi del mondo.Chi parla inglese può arrivare nei più lontani Paesi da casa sua e troverà qualcuno che parla inglese e che quindi può fare da interprete dal suo inglese alla lingua parlata da un determinato popolo.

Un mio carissimo amico mi diceva: ne ho piene....di questa lingua che la fa da padrone.

Non ricordava che duemila anni fa la  ingua latina aveva conquistato gran parte del mondo allora conosciuto. E penso che i vincitori non avessero certo istituito SCUOLE per i popoli conquistati dove imparare LATINO! Succede che il popolo sottomesso al vincitore faccia il possibile per impararne la lingua, se non altro per difendere i propri sacrosanti diritti .E nella lontana Moldavia i contadini conservano nella parlata molti vocaboli di origine chiaramente latina, a conferma che la gente di Romania, parla una lingua neo-latina e, per me , era molto interessante chiedere alla badante di origene moldava, come loro chiamavano questo e quello e se loro avevano proverbi uguali ai nostri. Risposte affermative rispetto ai proverbi o modi di dire, chiaro segno cha tra la  loro e la nostra cultura c'erano molte più affinità che differenze, cosa che non succede quando chiedo le stesse cose a persone di lingua anglo-sassone.



Anche voi, visitatori del blog, anche se non ve ne state accorgendo, state usando molti vocaboli della linga inglese, tali e quali oppure un po' italianizzati. E ben vengano, quei vocaboli se, come auspicava uno scrittore dell'ottocento, riscono a rendere un' idea più chiara ed in tempo ridotto rispetto a quanto non possa fare un vocabolo tutto italiano.



Vi lascio con un "buona serata"

nedda

Postato da: soresina a 11:50 | link | commenti

SCUOLA - NUMERI DECIMALI



Insegnanti, genitori, se volete che i vostri ragazzini imparino veramente bene ed una volta per tutte il mistero dei numeri decimali, vi posso suggerire un mio modo di procedere che, a suo tempo, mi si rivelò utile quando insegnavo , in privato, ed in modo gratuito, ad uno scolaro non molto dotato per imparare concetti separati dalla concretezza.

Tra parentesi, agli insegnanti già in pensione che AMEREBBERO   INSEGNARE ANCORA, ne avranno la possibilità se donano la loro esperienza a persone,bambini ed adulti ,che hanno bisogno di un insegnamento personalizzato e non possono permettersi la spesa.



Dunque, in aritmetica, si parte dall'UNITA' per salire a grandezze maggiori, la decina, il centinaio, il migliaio e qui, secondo me, per uno scolaro di V° classe ci si potrebbe fermare. Se ha capito bene il meccanismo, non avrà difficoltà, più tardi, a risalire a grandezze superiori.

Mi risulta che in prima media si comincia con le ESPRESSIONI che non presentano grandi difficoltà (purché l'alunno abbia superato alle elementari lo scoglio delle FRAZIONI).



Quando cercavo di insegnare a quel bambino di cui vi ho parlato sopra, vedendo la sua difficoltà nel capire che 10 unità, una volta "legate" in  mazzo, davano UN mazzo che equivaleva a 1 decina,cercai altre strade e usai la plastilina: gli feci modellare dieci palline su per giù della solita grandezza, gliele feci contare, una per una, perché avesse chiaro il concetto di unità, e poi gli dissi di rimpastarle tutte insieme. Eureka! il bambino, tenendo in mano quel pallottolone, rimase CONVINTO che era sì uno ma che....valeva per dieci! Allora fu necessario dare un nome a quel pallottolone, per non confonderlo con una pallina, ed il nome era DECINA (che vuol dire  proprio 10  unità), ne fu persuaso non perché lo dicevo io ma perché lo aveva SCOPERTO lui!



Augurando una serena giornata, e ricordatevi di SORRIDERE,

nedda

Postato da: soresina a 06:03 | link | commenti

lunedì, 27 agosto 2007

PER  i più  PICCOLI

Storiellina della buona notte o di "chi la fa, l'aspetti".



In un paesino dell'India, verso il tramonto, gli elefanti venivano condotti ad abbeverarsi alla fontana.

Uno degli elefanti, più giocoso degli altri, quando passava davanti allla modesta casa del sarto, alzava la proboscide fino alla finestra della casa, forse con la speranza di ricevere del cibo, o solo per il piacere di curiosare un po' nella stanza del sarto:  infatti gli elefanti molte cose le vengono a conoscere non dai libri, come voi, ma da quello che scoprono assaggiando con la proboscide.



Un giorno il sarto, volendo divertirsi e far divertire i ragazzini che imparavano il mestiere da lui, aspettò l'elefante curioso con un ago in mano: e quando la proboscide arrivò alla sua finestra, la punse.

L'elefante la ritirò subito e proseguì la sua strada. Gli elefanti fecero tutti una gran bella provvista d'acqua, così grandi quanta credete che ne berranno? Tanta, di certo, poi ripresero la strada del ritorno e l'elefante curioso, quando arrivò davanti alla casa del sarto,lo vide alla finestra che aspettava di vedere   come si sarebbe comportanto l'elefante, come aveva preso il suo maligno scherzo, l'elefante alzò la proboscide e lo annaffiò per bene: infatti la sua proboscidere era piena d'acqua; poi proseguì tranquillo il cammino verso casa.



Per questo si dice che l'elefante ha buona memoria.





Buona notte a piccoli e grandi da

nedda

Postato da: soresina a 20:26 | link | commenti

SCUOLA - ALTRI LINGUAGGI  UMANI



Il linguaggio UNIVERSALE per eccelenza è quello della  MUSICA.

Per persone di lingue diverse, quale altra possibilità di unirle immediatamente,   se non quella che ci offre la Musica?

Vediamo centinaia di migliaia di persone riunirsi per un evento canoro-musicale, cosa mai vista nei tempi passati.

Anche un pastorello è capace di costruirsi uno zufolo per creare musica.

E mille e mille altri strumenti musicali ha inventato l'uomo lungo la storia di millenni.

 La scuola NON puù disinteressarsi della musica (ed invece lo fa),

La Musica, assieme alle altre BELLE ARTI, non trova posto nella scuola, se non in casi di insegnanti musicalmente colti. Il che non vuol dire che siano veramente capaci di far parte agli scolari del loro sapere, forse sono terribilente preoccupati dei programmi da svolgere.

Ma il primo, imprescindibile  PROGRAMMA è la formazione di una personalità armonica  nello scolaro, il sostegno nelle sue difficoltà, la valorizzazione di tutte le sue possibilità di riuscita.

Contemporaneamente verranno le conoscenze "tecniche", e senza stressante fatica di insegnanti e di scolari.

Lo scolaro SERENO imparerà presto e bene, lo scolaro REPRESSO, imparerà poco e male.

Un potente aiuto, insegnanti, lo troverete nel far ascoltare molta BELLA musica agli scolari e nell'incoraggarli a CREARNE, a scuola, a casa, singolarmente od in gruppo. Darete loro ampia possibilità di scelta quanto a strumenti atti a produrre musica.



Sapete, credo, che un umilissimo bicchiere può creare un gradevole, sottile suono , se ne  sfiorerete leggermente l'orlo, con movimento cicolare per alcuni secondi.

Se insegnamo il sistema agli scolari, si potranno esercitare a casa e poi in classe, potranno prodursi in un CONCERTO di bicchieri!

Credo che il polpastrello dell'indice vada preventivamente inumidito.

Non ho mai usato i bicchieri in classe perché non sapevo .... ora che so, mi permetto suggerirlo a voi, insegnanti,



La MUSICA ha un suo linguaggio universale, lo ripeto, ed è comprensibile anche ai bambini.

Chissà che non scopriate qualche genio in erba tra di loro?

E' comprensibile anche ai sordomuti, se le vibrazioni, forti, arrivano ad una superficie che il bambino può "acoltare" con il tatto.

Pensiamo a Beethoven che, afflitto da sordità, compose musiche immortali.

Mi sovviene del gatto: spesso fa le fusa in modo sommesso, non lo sentiamo con l'udito: lo possiamo sapere mettendo una mano sulla gola della bestiola; se vibra vuol dire che ronfa!



Come apertura alla Musica, ascoltate le VOCI dei vostri scolari. Invitateli a cantare la SCALA musicale e lodate TUTTI! Fate convinto ogni scolaro  che la sua voce è bella e importante per dare consistenza ad  un CORO: Conosco molti adulti che si privano del piacere di cantare in coro perché sono convinti di essere stonati, e spesso non lo sono, mai comunque al punto di danneggiare il coro, anzi, ASSIEME agli altri, possono  rafforzare il coro stesso.



Per oggi mi fermo qui, con l'augurio di buona gionata a tutti i visitatori,

nedda

Postato da: soresina a 08:53 | link | commenti (2)

domenica, 26 agosto 2007

OGGI è DOMENICA che vuol dire giorno del Signore.



Come  PREGHIERA di LODE , cito tre versi dello splendido Cantico delle Creature di San Francesco, scritto ottocento anni fa. (Chi desidera conoscerlo tutto, lo trova su Internet).



".............

Laudato si', mio Signore,

per sor'acqua, la quale è molto

utile et pretiosa et casta:

......................................................................................."



Quale bene altrettanto prezioso?

Dobbiamo avere amore e cura per l'acqua, ognuno nel suo piccolo spazio di responsabilità.





Buona serata,

nedda

Postato da: soresina a 16:15 | link | commenti

sabato, 25 agosto 2007

INDIRIZZO di e-mail







Cari visitatori, se desiderate parlare con me  e non vi piace, per qualche motivo, scrivere e quindi apparire nei commenti, potete scrivermi all'indirizzo e-mail che seguirà la mia firma.



nedda





nedda.gottardi @  yahoo.it



Se ho scritto, nell'ultimo post ,sessuologhi invece di sessuologi, scusatemi e sappiate che questa faccenda dei plurali di nomi che, al singolare terminano in GO, non la imparerò mai più.

Postato da: soresina a 10:13 | link | commenti (2)

venerdì, 24 agosto 2007

CHI SONO gli uomini che a sera (ed anche di giorno) sciamano verso le strade delle periferie in cerca di sesso a pagamento?



Sono convinta che il maggior numero di loro è un marito od un compagno di vita.

Uno scapolo non rappresenta un mistero, o almeno un interrogativo, ha bidogno di una donna e va a cercarla, ma gli uomini coniugati o conviventi, o fidanzati si trovano la donna allato, quando è notte e la loro latitanza da casa probabilmente è dovuta ad un cattivo rapporto con la partner.

Se io, ai miei tempi, avessi visto mio marito uscire dopocena senza un CHIARO e VALIDO motivo, mi sarei certamente messa in allarme.

Allora, care donne mie, il vostro uomo tenetevelo caro e.....non gli rifiutate quello di cui ha bisogno, con la scusa del....mal di testa. L'uomo ha il suo orgoglio e non si abbassa ed elemosinare amore dalla sua donna.

Se ci sono problemi tra di voi PARLATENE insieme, sforzatevi di essere accoglienti col vostro uomo, forse non è PERFETTO? Avrà le sue debolezze, come voi avete le vostre. Ma per voi è importante, come voi siete importanti per lui.

Non ce la fate da sole ad affrontare certi temi? Chiede aiuto a chi può aiutarvi, psicologi e sessuologhi al primo posto.



Una volta le donne giovani trovavano consigli presso parenti anziane, ora, colla famiglia "indipendente" questo aiuto non c'è più e non serve a nulla rammaricarsene.



 Vi prego, quanto ho scritto prendetelo come se venisse da una anziana parente che conosce la vita e vi parla col cuore in mano.



Un abbraccio,

nedda.

Postato da: soresina a 14:18 | link | commenti (2)

giovedì, 23 agosto 2007

Cari visitatori insegnanti,



In terza classe, lo studio della storia comincia dagli uomini primitivi, poi le varie civiltà antiche , la storia romana ecc. ecc.. Se così ha da essere, sia pure. Però voi insegnanti non dovete sentirvi obbligati a seguire pedissiquamente tale percorso. Un bambino di nove anni non ha certo il SENSO della Storia, la quale ha  senso solo in quanto noi adulti siamo capaci di misurare i tempi passati.

In tutti i casi, se state studiando la Storia dell'antica Roma, documentatevi almento di come se la passavano gli scolari d'allora! Tra l'altro, non avranno avuto da portare  il famigerato zainetto d'ora, però erano sempre impauriti dalle possibili  frustate in arrivo!

Ed io ricordo ancora,merito della maestra, dopo quasi ottant'anni, quegli scolaretti colla loro tavoletta cerata su cui incidere quanto il maestro chiedeva. Delle frustate avrei saputo molto più tardi, ché anche nella civilissima Roma il maestro era generoso di punizioni corporali.

Perché non chiedere agli scolari di procurarsi una lavagnetta cerata? Per poi giocare a scriverci sopra e a cancellare....gli errori e a raschiarla poi del tutto per averla nuovamente pronta per scriverci cose nuove?

Se la richiesta dovesse creare difficoltà ai familiari, potreste tentare voi, assieme agli scolari, di provvedere.

State certi che i vostri scolari non dimenticheranno mai una simile  LEZIONE di Storia.

Lo scolaro è bene che impari che carta e biro o carta e matita non sono gli unici strumenti per scrivere e per disegnare.

Si racconta che Giotto, mentre pascolava le pecore, disegnò su di un masso una pecora e che, passando di lì, il grande pittore Cimabue si fermò ad ammirare il disegno (fatto con un pezzo di CARBONE),lodò il ragazzo e lo invitò a studiare pittura nella sua "bottega", a Firenze. Ora mi riposo e...faccio riposare anche voi!



A domani,

nedda

Postato da: soresina a 14:47 | link | commenti