
Nome: nedda
Voglio presentarmi ai visitatori, in modo che possano farsi un'idea della persona che li invita ad entrare.
Sono un'insegnante di scuola elementare in pensione da molti anni. Ho passato gli ottanta ed ancora provo interesse per tutto ciò che avviene intorno a me. Questa faccenda dei siti mi intriga parecchio perché li trovo un modo nuovo di incontrare, sia pure virtualmente, persone nuove, per scambiarsi idee, esperienze, paure e speranze.
Sono nonna e trisnonna e seguo il consiglio dato da un dirigente agli anziani invitati a partecipare ad un corso per imparare ad usare il computer. "......non abbia a succedere che un vostro nipotino vi dica "stai lontano dal mio computer, potresti combinare guai!". Vi riporto questo discorso per scherzare su una realtà molto seria.
Quando, in tempi molto lontani, un film, bello o brutto che fosse, riempiva le sale, ci fu un imponente movimento d'opinioni che , vedendone soltanto il lato negativo, tendeva a distogliere gli aspiranti spettatori, e in modo speciali noi giovani, da un divertimento pericolosissimo per la morale. Un decennio dopo circa, i film, quelli adatti, e magari purgati, venivano proiettati nelle sale parrocchiali procurando ai ragazzini un enorme divertimento ed ai genitori un paio d'ore di pace domestica.
Ora lo sviluppo della tecnica e della scienza ci offre nuove possibilità. Non è meraviglioso che anche noi vecchietti possiamo approfittarne per un vicendevole aiuto?
Mi scuso di usare spesso la parola "vecchietto" al posto di anziano; spero che nessuno mi consideri poco rispettosa. Nella parola "vecchio" ci sento tanta verità mentre nella parola "anziano" ci sento l'ipocrisia. Chi legge sceglierà di chiamarmi come più gli piace.
Bella gente ,(come dice il Gabibbo) , vi prego, entrate nel mio sito, sarete i benvenuti.
Molto cordialmente vi saluto.
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La VERITA' è UNA sola ma ha molte facce.
Buona giornata, nedda
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di spegnere il pc, voglio mandare l'augurio della buona notte a piccoli e grandi.
A domani,
nedda
NUOVE FORME di VOLONTARIATO o ,per essere precisi, di CARITA'.
La nostra lingua, ci insegnava don Brunetto, non ha un vocabolo che corrisponda alla parola che usava Paolo per esprimere AMORE verso Dio e verso il prossimo. Siamo costretti ad usare il vocabolo CARITA' e su questo nome si è fatta spesso confusione perché vuol dire anche elemosina.
Negli anni sessanta mia nipote Graziella conobbe e sposò LOTHAR, un giovane tedesco di Hanaù (GERMANIA).
Ora Lothar è in pensione e dedica parte del suo tempo presso il letto di malati terminali. Lothar è profondamente credente in Dio ma non visita i malati per parlare loro di Dio,li visita per CANTARE. Infatti sono persone che ormai non possono più nemmeno ascoltare discorsi, ma ASCOLTARE la MUSICA sì, e Lothar canta per loro le canzoni della loro terra e della loro gioventù ed essi ne traggono conforto e serenità.
Ecco una forma di squisita CARITA' verso il prossimo, un fiore di nuovo genere uscito da quest'epoca peraltro così violenta.
Buona serata,
nedda
Il POETA inglese BLAKE, nella Poesia "Lo scolaro"
Nei versi che seguono incontriamo uno scolaretto di due secoli e mezzo fa.
E converrete con me che gli scolari di ora non sono molto diversi da quello osservati da Blake.
"LO SCOLARO"
"Mi piace alzarmi in un mattino estivo
quando gli uccelli cantano sugli alberi;
lontano il cacciator dà fiato al corno
e l'allodola trilla assieme a me.
Oh! com'è dolce questa compagnia!
Ma andare a scuola in un mattino estivo
oh, questo allontana ogni piacere;
sotto un occhio crudele logorati,
trascorrono i bimbi tutto il giorno
a sospirare di costernazione.
Oh, alle volte m'accascio seduto,
e così passo molte ore ansiose
senza che possa prender gusto al libro.........
............................................................
Può l'uccello che è nato per la gioia
starsene in una gabbia e cantare?
Che fa un bimbo impaurito e preoccupato,
se non abbassare la sua tenera ala
scordando la sua verde primavera.?
.............................................
Buon proseguimento di giornata,
nedda
UN LIBRO per casa e per scuola.
Mio figlio Stefano ieri mi ha portato alcuni libri tra i quali un volumetto di ottanta pagine che, quando uscì ,aveva sollevato molto interesse, ora non se ne parla più, soppiantato da altri titoli ma secondo me è un libro adattissimo ai ragazzi per come è scritto, per l'argomento trattato e per gli spunti che offre per approfondire certi problemi, come inquinamento e rispetto dell'ambiente, per conoscere meglio gli animali.
Il libretto è stato libro di testo per mio nipote Ivan nella prima classe delle scuola media, una decina d'anni fa.Il libro è stato scritto da Luis Sepùlveda, cileno.
Il titolo è "Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare".
Protagonisti sono alcuni animali parlanti e qualche umano .
Certamente nella classe di Ivan qualche pagina è stata drammatizzata, lo vedo dalle iniziali dei personaggi poste a capo dei discorsi diretti. E la storia della gabbianella offre anche molti spunti per essere illustrata.
Chiudo augurando a tutti una felice notte,
nedda
I BAMBINI piccoli
amano molto giocare a rimpiattino ed è un gioco che si può fare anche in casa.
Per creare l'atmosfera , dopo aver dato tempo ai piccoli di trovare un posticino dove pensano di essere molto ben nascosti, il giocatore adulto reciterà con voce grossa:
Ucci, ucci,
sento odor di cristianucci,
o ce n'è o ce n'è stati,
o ce n'è di rimpiattati.
Ho pensato di allungare l'antica filastrocca, aggiungendo alcuni versi al momento in cui un bimbo viene scoperto
e cioè
Questa vota t'ho trovato,
prova ancora , per piacere,
se trovarti non saprò,
penitenza io farò.
E l'adulto pagherà il pegno che il piccolo pretenderà da lui.
Il divertimento per i piccoli non mancherà.Buona giornata,
nedda
RELIGIONE
La prima Lettura di domani domenica sarà presa, come al solito , dal Vecchio Testamento e la terza lettura consisterà in un brano tolto dal Vangelo secondo Giovanni, di cui la forma lunga va dal Capitolo 4, versetti da 5 a 42.,
Sia la prima Lettura che la Terza,si basano sull'ACQUA, vitale ai tempi nostri come in qualsiasi epoca, fin da quando sono apparse sulla terra la vita vegetale e la vita animale.
La prima Lettura si trova nel libro biblico dell' ESODO capitolo 17 , dal versetto 3 e al versetto 7.
Gli Israeliti , una moltitudine di persone ,soffrono la sete e accusano Mosè di averli portati fuori dall'Egitto in luoghi privi di acqua incontro alla morte . Mosè prega Dio e questi gli ordina come fare perché ci sia acqua per uomini ed animali. E' il miracolo dell'acqua che sgorga dalla roccia del deserto, dopo che Mosè l'ha percossa col suo bastone,
La Terza Lettura parla ancora di acqua e contiene il famoso quadretto della samaritana e Gesù al pozzo.
"......In quel tempo Gesù giunse ad una città della Samaria.....qui c'era uno dei pozzi scavati da Giacobbe....."
E' il meriggio, quindi fa molto caldo e Gesù affaticato per il lungo viaggio, solo, perchè i discepoli sono andati in città a fare provvista di cibo, sedeva presso il pozzo.
"Giunse una donna samaritana ad attingere acqua.
Le dice Gesù: dammi da bere. Allora la donna samaritana gli chiede:
Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me che sono samaritana?"
I giudei infatti non hanno contatti coi samaritani.
Gesù le risponde:
Se tu COnoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice - dammi da bere- tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva.
Gli dice la donna: Signore, non hai un secchio ed il pozzo è profondo: da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?
Gesù le risponde: chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna.
-Signore,- dice la donna, dammi quest'acqua perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua.-
Se desiderate leggere la continuazione del brano, lo trovate nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 4 dal versetto 16 al versetto 42..
Auguro un buon fine settimana, ricordatevi di sorridere!
nedda
GERMOGLI
Nel paese toscano dove insegnavo,
ho imparato dalle popolane come abbellire il Santo Sepolcro durante la settimana santa.
Non avevano denaro per comprare fiori e pur desideravano fare qualcosa.
Mettevano delle fave a germogliare in luogo buio, dentro recipienti bassi, tipo scodella. Nascevano le pianticelle e le portavano in chiesa, così povere e tuttavia capaci di creare un angolo di bellezza.
Recentemente ho imparato un altro sistema per avere un centrotavola di nuovo genere e bello nella sua povertà.
Serve una pina piuttosto grande, Se è ancora tutta chiusa,per farla aprire, mettetela in forno, per qualche minuto o sul calorifero, poi ponetela dentro il recipiente, accomodate chicchi di grano o di altro cereale dentro gli spazi e versate acqua, infine mettete il recipiente in luogo buio ed ogni giorno annaffiate leggermente la pina.
Similmente potreste far germogliare la soia ed avere germogli freschi ogni volta che vi servono.In tal caso mettete i semi su della canapa (stoppa),
sostenuta da ramicelli, così che l'acqua in eccesso scenda sul fondo ed annaffiate ogni giorno, quando i germogli sono arrivati all'altezza di circa 10 centimetri, sono pronti per essere usati.La germogliatura deve avvenire al BUIO, perché alla luce diventerebbero duri.
E questo sistema l'ho imparato dagli amici cinesi del ristorante. Per i clienti usavano germogli in scatola ma a casa usavano germogli freschi.
Il problema con la soia viene dal fatto che in commercio ci sono spesso semi troppo vecchi, e perdiamo il nostro tempo perché germogliano a fatica e danno origine a pianticelle tisicuzze, per niente appetibili.
Produrre germogli potrebbe essere un'attività di classe. Vi immaginate gli scolari che, tutti orgogliosi, portano a casa i germogli di soia perché siano cucinati o consumati crudi nell'insalata?
Auguro a tutti una buona giornata,
nedda
CHI L'AVREBBE DETTO
che le cipolle ci vengono in aiuto in caso di tosse ostinata che ci scuote tutti?
La povera, umile, cipolla è stata molto importante anche nel mondo antico.
I marinai della flotta romana tenevano nelle stive una buona provvista di cipolle che, unite ad altri alimenti, li preservava dallo scorbuto, malattia che colpiva chi consumava poche o punte verdure fresche.
Ed ora ho sperimentato che ....
Era inverno e mia figlia Lisetta non riusciva a calmare la tosse coi soliti medicinali. La badante rumena ci propose un rimedio usato da generazioni in Romania e si offrì di prepararlo.
Mise una pentola d'acqua al fuoco, quando alzò il bollore ci mise delle foglie di cipolla, quelle secche, esterne, lasciò bollire il tutto per 15 minuti circa poi disse a mia figlia di berne una tazzina, via via durante la giornata.
Fu un toccasana, la tosse scemò in breve tempo e poi scomparve.
Aggiunta:
le cipolle cotte sotto la cenere sono squisite, e sono buone anche cotte nel forno. Appariranno bruciate ma dopo averle sfogliate, troverete il cuore tenero e gustoso (imparato da un contadino toscano nostro amico).
Ed ora vi lascio l'augurio di felice notte,
nedda
A.A..A. APPELLO per NAPOLI
Signori SINDACI di città e paesi d'Italia,
soccorrete Napoli, o meglio i Napoletani perché il problema rifiuti urbani si aggrava anziché trovare soluzione. Fatevi carico d'una certa quantità di rifiuti che potreste rimuovere e depositare nelle discariche su cui avete autorità, ricordate l'antico detto : UN PO' PER UNO NON FA MALE A NESSUNO.
Forse molti napoletani di buona volontà caricheranno sulle loro auto i rifiuti che tolgono loro aria e lavoro, purché sappiano dove depositarli.
Portate il problema nei Consigli Comunali.
Anni fa, in certi Consigli Comunali , ogni scusa era buona per occuparsi di Politica, anche Internazionale, anziché occuparsi dei reali problemi della comunità. Vi sembra che il problema rifiuti in Campania sia di poca importanza?
Aiutate Napoli ad uscire da questo guaio, in futuro i napoletani gestiranno meglio i rifiuti,oggi concedete loro una possibilità.
Vi ringrazio dell'attenzione e spero nel vostro senso di italianità e di lungimiranza.
Forse un giorno Napoli vi renderà l'aiuto che ora le prestate.
NEDDA GOTTARDI
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