
Nome: nedda
Voglio presentarmi ai visitatori, in modo che possano farsi un'idea della persona che li invita ad entrare.
Sono un'insegnante di scuola elementare in pensione da molti anni. Ho passato gli ottanta ed ancora provo interesse per tutto ciò che avviene intorno a me. Questa faccenda dei siti mi intriga parecchio perché li trovo un modo nuovo di incontrare, sia pure virtualmente, persone nuove, per scambiarsi idee, esperienze, paure e speranze.
Sono nonna e trisnonna e seguo il consiglio dato da un dirigente agli anziani invitati a partecipare ad un corso per imparare ad usare il computer. "......non abbia a succedere che un vostro nipotino vi dica "stai lontano dal mio computer, potresti combinare guai!". Vi riporto questo discorso per scherzare su una realtà molto seria.
Quando, in tempi molto lontani, un film, bello o brutto che fosse, riempiva le sale, ci fu un imponente movimento d'opinioni che , vedendone soltanto il lato negativo, tendeva a distogliere gli aspiranti spettatori, e in modo speciali noi giovani, da un divertimento pericolosissimo per la morale. Un decennio dopo circa, i film, quelli adatti, e magari purgati, venivano proiettati nelle sale parrocchiali procurando ai ragazzini un enorme divertimento ed ai genitori un paio d'ore di pace domestica.
Ora lo sviluppo della tecnica e della scienza ci offre nuove possibilità. Non è meraviglioso che anche noi vecchietti possiamo approfittarne per un vicendevole aiuto?
Mi scuso di usare spesso la parola "vecchietto" al posto di anziano; spero che nessuno mi consideri poco rispettosa. Nella parola "vecchio" ci sento tanta verità mentre nella parola "anziano" ci sento l'ipocrisia. Chi legge sceglierà di chiamarmi come più gli piace.
Bella gente ,(come dice il Gabibbo) , vi prego, entrate nel mio sito, sarete i benvenuti.
Molto cordialmente vi saluto.
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RADUNO degli ALPINI a Bassano del Grappa
Alpini e alpini
Mio fratello Emilio passò parecchi anni in divisa da alpino, servizio di leva e poi richiamato a causa della guerra.
Da anziani, noi avemmo tempo e modo di parlare più che negli anni precedenti, quando entrambi eravamo occupati a "tirar su" i figli.
Ed Emilio mi raccontava episodi della sua vita di cui non aveva mai parlato prima.
Quando era al fronte per la guerra dichiarata alla Francia, aveva un mulo che portava le munizioni: assieme ad un commilitone guidava la bestia per una stradina ripida ed il mulo era sovraccarico, procedeva a fatica e poi...cadeva in ginocchio. Loro due dovevano scaricarlo, farlo rialzare e caricarlo di nuovo, un lavoro di grande fatica, mentre il sergente, a cavallo, veniva più volte a sollecitarli trattandoli da pezze da piedi, e le accuse di "lavativi" , pelandroni, si sprecavano.
Finita la guerra, Emilio mise su famiglia ma volle partecipare , per una volta, al Raduno degli alpini che si svolgeva ogni anno. Era contento di ritrovare qualche commilitone suo coetaneo ma non gli piaceva il chiasso e nemmeno il bere vino senza limiti.
Mentre camminava per una via di Trento, il sergente, dal marciapiede opposto a quello su cui si trovava mio fratello, con grandi voci e a braccia spalancate gli veniva incontro, l'immagine stessa della cordialità e della contentezza. Emilio lo aspettò con calma e quando gli fu vicino gli sputò in faccia e non ebbe bisogno di dire parole.
In un post di un paio d'anni fa, scrissi il testo della bella antica canzone popolare "Sul ponte di Bassano".
La riscrivo per chi può desidera leggerlo.
Sul ponte di Bassano
noi ci darem la mano,
noi ci darem la mano
ed un bacin d'amor .(ripetere due volte)
Per un bacin d'amore
succedon tanti guai,
non l'avrei detto mai
doverti abbandonar. (ripetere due volte)
Doverti abbandonare,
volerti tanto bene,
quel mazzo di catene
che m'incatena il cuor. (ripetere due volte)
Che m'incatena il cuore,
che m'incatena i fianchi,
addio a tutti quanti,
non mi marito più. (ripetere due volte
Ed ora l'augurio di felice notte,
nedda
